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Guerra La Scala-Corriere: Isotta bandito da Lissner e il Wagner “gay” di Harding

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 5 Febbraio 2013 14:58 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2013 15:21
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Guerra La Scala-Corriere della Sera: il critico Isotta bandito dal sovrintendente Lissner (nella foto) e il Wagner “gay” di Harding

MILANO – La guerra dichiarata tra il soprintendente francese de La Scala Lissner e il Corriere della Sera è l’esito di una serie di scaramucce in serie che origina, forse, dalla contestata scelta di inaugurare la stagione con l’anniversario di Wagner il tedesco, invece che con quello, concomitante, dell’italianissimo Verdi. Pietra dello scandalo, le recensioni del critico del Corriere Paolo Isotta, geniale conoscitore ma non “alieno da eccessi”, come riconosce anche il suo direttore Ferruccio De Bortoli. Il quale De Bortoli, però, ha difeso a spada tratta l’autorevole collaboratore, infine bandito dal teatro dal soprintendente oltraggiato che gli ha negato l’accesso gratuito riservato ai giornalisti.

Tra lettere  e repliche a mezzo stampa, critiche al vetriolo e reazioni inviperite, la polemica si è fatta affare internazionale, al punto che anche il Daily Mail prede parte alla contesa. Per difendere il suo direttore inglese, Daniel Harding, incaricato di dirigere il ciclo wagneriano al posto del direttore musicale di ruolo Daniel Barenboim e descritto come vittima di un critico verboso, pedante e impudente. Paolo Isotta, appunto. Colpevole addirittura di schiaffeggiare in pubblico, nel foyer del teatro i colleghi. Il presunto schiaffeggiatore ha negato solo gli schiaffi (uno scherzo combinato tra amici napoletani).

Ma non si è mai pentito di dichiarare come Barenboim faccia torto alla musica, perché non capisce Verdi, che ha giubilato al posto di Wagner. Che non capisce Wagner, appaltato al giovane Harding. Porta chiusa per Isotta, dunque. Motivo grazie al quale De Bortoli può vantarsi pubblicamente (sabato 2 febbraio) ribellandosi all’ostracismo sul suo critico dalle colonne del giornale che dirige: “Il sovrintendente Lissner – che mai si sarebbe peritato di rivolgersi allo stesso modo agli organi di informazione del suo Paese (ma forse ci considera una sua colonia) –  chiese con arroganza la testa di Isotta. Non la ebbe e non l’avrà nemmeno stavolta”.

Nella vicenda, come si vede, sembra giocare un ruolo importante anche una certa sensibilità verso l’orgoglio nazionale. Da lontano, gli inglesi sono pronti a difendere l’onore offeso del loro giovane direttore d’orchestra. E  a menare fendenti contro l’irriverente critico colpevole di avergli attribuito una direzione invero parecchio moscia di un inserto del Tristano e Isotta. Isotta, quello vero, il critico, si era permesso di scrivere: “Era così morbida da farti riconsiderare l’infondata teoria secondo cui Wagner era omosessuale“. E se non lo era Wagner, come dire, allora lo è Harding? Come sia il quotidiano inglese ci ha tenuto a ricordare i due matrimoni di Wagner, l’ultimo dei quali con Cosima la figlia di Liszt. Poi ha fatto seguire a queste note l’elenco dettagliato del curriculum vitae e delle onorificenze conseguite dal pur giovane Daniel. Mancava, forse per una svista, la partecipazione annunciata a un importante festival della canzone italiana: Sanremo.