Zelensky-Nato, la faccia come il…Draghi-Biden, l’imbarazzo del domani

Zelensky smentito e redarguito dalla Nato: mai successo ma molto raccontato dalla stampa (solo) italiana. Il giorno dopo: acqua in bocca, omertà di missione. Mentana: usiamo la guerra per regolare conti interni. Draghi da Biden, il bluff di un paese serio e consapevole.

di Lucio Fero
Pubblicato il 10 Maggio 2022 - 10:15
Zelensky-Nato, la faccia come il...Draghi-Biden, l'imbarazzo del domani

Zelensky-Nato, la faccia come il…Draghi-Biden, l’imbarazzo del domani FOTO ANSA

Zelensky-Nato: è documentato e dimostrato che il primo mai aveva detto e proposto Crimea e Donbass alla Russia in cambio di pace e che quindi mai Stoltenberg a nome della nato lo aveva smentito e redarguito. Tutto solo nelle “interpretazioni” della stampa italiana e solo italiana (ad esempio Il fatto Quotidiano ci ha fatto una prima pagina con Zelensky imbavagliato da Nato e Usa). Tutto solo nella fiction solo italiana dove, per dirla con Enrico Mentana: “Noi italiani siamo i soli che usiamo la guerra per regolare i nostri conti interni”.

Mentana aggiunge anche: “feticismo dell’epifenomeno”. Molti dei suoi colleghi non capiranno, non sono in grado. Diciamo: adorazione di se stessi nella convinzione mistico-magica che la propria conduzione, testata, articolo, firma sia il perno su cui ruota il mondo. Che siano conti politici, elettorali, di carriera, di soldi o di vanità, come giustamente osserva Mentana, “usiamo la guerra per regolare i nostri conti interni”. Quel che Mentana non dice è che questo fare è insieme grottesco e miserabile.

Nessuna precisazione, nessun ci siamo sbagliati, omertà di missione

Zelensky-Nato, la stampa (solo italiana) ha letto male i fatti e ha scritto peggio su fatti mai avvenuti. Ma il giorno dopo nessuno ha ammesso niente, tutti acqua in bocca, omertà generale o quasi, omertà di missione. Quale missione? E che vogliamo fare, vogliamo dire al lettore e allo spettatore che si gonfia e si inventa? Magari senza malizia o disegno ma ormai per abitudine/consuetudine/routine/mansione?  Acqua in bocca e tira avanti. Però, però c’è anche chi gonfia, inventa, legge male e scrive peggio per, appunto, “usare la guerra per regolare conti interni”. Ancora una volta l’esempio lo dà Il Fatto Quotidiano che saluta Draghi oggi da Biden come “abbandonato da tutti” e circondato solo da errori. Fermarlo, farlo arretrare, rimandarlo là da dove è venuto. Chi, Putin? No, che c’entra! Draghi per diamine va tolto da Palazzo Chigi. Questa è la missione politico-giornalistica de Il Fatto. E una missione val bene una bella invenzione. Solo un giornale, solo magari testate intestate e devote alla propaganda? No, l’intero sistema dell’informazione italiana ha reagito il giorno dopo la sua maxi-invenzione adottando una stolida faccia di…diciamo faccia di tolla.

Draghi da Biden, tra un anno chi ci andrà?

Ci sono, vivaddio, delle eccezioni: una brava giornalista del Sole 24 Ore ha rilevato dei fatti politici e poi ci ha fatto sopra corretto ragionamento. Eccolo: Draghi oggi a colloquio con Biden mentre la maggioranza delle forze politiche italiane dicono in piazza e in tv cose contrarie se non opposte a quelle che Draghi va a chiedere, garantire, proporre. M5S e Lega sono di fatto e anche esplicitamente per non mandare più armi all’Ucraina. Monta, anche nel Pd, il partito del negoziato. Come dice e precisa Ernesto Galli della Loggia, il partito del negoziato per…il negoziato. Formula che “serve a travestire da amante della pace chi vuole la resa degli ucraini ma non ha il coraggio di dirlo. O semplicemente non sa quel che dice”.

La seconda che ha detto, prof Galli della Loggia, la seconda. Non sanno quel che dicono e politica e informazione italiane reciprocamente si meritano, nella stessa fucina si forgiano. Ed ecco la constatazione della brava giornalista: quando, tra un anno, si sarà votato in Italia, dovesse governare il destra-centro o il campo largo Pd-M5S, cosa potrà dire e volere in campi e incontri e consessi internazionali il presidente del Consiglio espressione dell’una o l’altra coalizione? In entrambi i casi avrà nella sua maggioranza forze che non vogliono e non reggono impegni internazionali, che non reggono la Nato, la Ue o quel che sia. Draghi oggi da Biden è un bluff sulla reale situazione della vita pubblica italiana, sul reale spessore e responsabilità del suo ceto politico, del suo sistema informativo. Draghi è la copertura del bluff di un paese serio e consapevole del reale. Tra un anno le elezioni e la volontà popolare scopriranno il bluff e mostreremo quali sono le nostre reali carte.