Zingaretti vuole ridistribuire la ricchezza che nessuno produce più

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 23 Agosto 2019 11:52 | Ultimo aggiornamento: 27 Agosto 2019 8:53
Giuseppe Turani

Giuseppe Turani

Grande è la confusione sotto il cielo italiano, questo va bene. Liberarsi dell’orrendo Salvini merita qualche sforzo. Però bisogna anche cercare di essere chiari.

1- La telefonata Zingaretti-Casaleggio, se c’è stata, è un errore grave, da matita rossa. Niente riparazioni a settembre: si è bocciati e basta.

2- Salvini, che evidentemente ancora spera di rientrare in gioco, vaneggia di una manovra espansiva da 50 miliardi di euro. Gli va spiegato che è pazzo (come molti ormai sospettano) e rispedito in val Brembana (o altra equivalente).

3- Nei famosi cinque punti di Zingaretti non si parla di crescita, ma di redistribuzione del reddito: questo è il germe del populismo. Cassare e in fretta.

4- Almeno tre cose vanno chieste ai 5 stelle, e sono irrinunciabili: via quota 100, via i due decreti sicurezza di Salvini (una vergogna), e via reddito di cittadinanza. Si torna a quello che c’era prima, reddito di sostegno.

5- Qualche buon taglio di spesa va fatto. Stop a qualsiasi ulteriore autonomia regionale. Semmai rivedere e ridurre quelle già esistenti: la Sicilia, ad esempio, va riportata in Italia. Basta spendere come se non ci fosse un domani. Il domani c’è e non è tranquillo.

6- Stabilire alla luce del sole le quote per l’immigrazione: propongo 500mila arrivi all’anno, con procedure il più possibile ben definite e concordate. Punti di raccolta in Libia, sotto gestione esercito italiano e organizzazioni umanitarie italiane e della Chiesa, trasporto con navi italiane. Intensificare comunque pattugliamento coste libiche con nostre navi militari per eventuale recupero di naufraghi.

7- Nessuno che abbia fatto il ministro, o il sottosegretario del governo gialloverde (il peggiore degli ultimi cento anni), potrà far parte di quello in costruzione. Chiarirlo da subito ai 5 stelle: la svolta è questa.

8- Tutti i risparmi fatti tagliando la spesa pubblica vanno destinati a contrastare la recessione in arrivo. La signora Merkel ha stanziato 50 miliardi di euro. Noi vogliamo fare 30? Ma di investimenti, non di mance al popolo plaudente. Quelle son cose da Salvini (ma lui aveva il cuore immacolato di Maria, noi solo la bellissima e bravissima Boschi, terrena però).

9- Ma, ripeto, soprattutto via subito i due decreti sicurezza Salvini, che ci hanno collocato fra gli stati canaglia.

Torniamo poveri, ma umani.

Fonte: Uomini & Business