Al Bano confessa: “Come è cambiata la mia vita dopo l’infarto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 marzo 2018 12:44 | Ultimo aggiornamento: 22 marzo 2018 12:44
Al Bano (foto Ansa)

Al Bano (foto Ansa)

ROMA – Intervistato da Libero, Al Bano parla di come è cambiata la sua vita dopo l’infarto:

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“Intorno ai 73 anni il mio corpo mi ha presentato un po’ di conti, che hanno stupito anche me. All’infarto mai avrei pensato. Ero a Roma e mi dissero che avrei dovuto essere operato. Quando proposi di essere trasferito a Milano replicarono: “Se vuole fare la fine di Pino Daniele…”. E ancora: “Sì. Dopo quattro giorni avevo un appuntamento con papa Francesco al quale non potevo e non volevo rinunciare. Me l’hanno sconsigliato, ma io, testardo: morire per morire preferisco morire ai piedi del Papa che in un letto d’ospedale”.

L’intervista completa a Libero:

Al Bano, perché ha accettato di fare The Voice?
«Per fare il salto generazionale da quando ho partecipato al talent Settevoci, presentato da Pippo Baudo. Avevo 23 anni. C’era un applausometro al centro dello studio, tu cantavi le tue canzoni e il pubblico applaudiva. Raggiunsi 90, il massimo del punteggio, per quattro settimane… poi non avevo più canzoni, tornai a casa a scriverne altre».

Cosa cerca a The Voice?
«Devo trovare qualcuno che non assomiglia a nessuno, che entra dentro di te e ti scuote, che ha una vocalità unica, originale».

Come descrive i suoi compagni di avventura?
«J-Ax è geniale, la Scabbia è grintosa, Renga una love song, Costantino della Gherardesca simpatico, ironico».

Ha detto che il 31 dicembre smette di cantare…
«Sì, ma ho ancora 70 concerti tra Germania, Russia, Polonia, Romania, Spagna e Austria».

Lei è instancabile…
«Sì è vero. Mi fermo solo per mangiare dopo 10 ore di lavoro. I miei musicisti pensavano che mi drogassi. Dissi loro: è vero, mi drogo, ma di musica, che regala un’adrenalina che cancella gli anni».

Cosa succede dopo il 31 dicembre 2018?
«Smetto di fare concerti. Nessuno ci crede, ma o ascolti bene i messaggi del cuore, dell’ischemia, o ti arriva il conto finale. Intorno ai 73 anni il mio corpo mi ha presentato un po’ di conti, che hanno stupito anche me. All’infarto mai avrei pensato. Ero a Roma e mi dissero che avrei dovuto essere operato. Quando proposi di essere trasferito a Milano replicarono: “Se vuole fare la fine di Pino Daniele…”».

Quindi è rimasto…
«Sì. Dopo quattro giorni avevo un appuntamento con papa Francesco al quale non potevo e non volevo rinunciare. Me l’hanno sconsigliato, ma io, testardo: morire per morire preferisco morire ai piedi del Papa che in un letto d’ospedale».

Lei non smetterà del tutto di cantare…
«Cantare per me è passione, ultimamente, però, a volte è sofferenza. Ma se il buon Dio mi darà qualche altro miracolo e ritroverò l’Al Bano che conosco, quello che prova fino in fondo il piacere di cantare e non quello che c’è adesso che ancora fatica, ma, allora…».

Ha detto che la musica per lei è come fare l’amore. Quindi dal 1° gennaio 2019…
«Farò più l’amore che musica… certo che detto a questa età fa un po’ ridere. Ma io non riderò (ride, ndr)».

A proposito di amore…
«Rispondo così: una donna mi ha dato quattro figli, l’altra due, sono inevitabilmente importanti per me. Come in tutte le cose guardo il bicchiere mezzo pieno. Quanto al gossip, mi dissocio totalmente da questo calvario di porcherie… e chiedo scusa se abbino la parola calvario alla parola porcherie».