Alba Parietti sul suicidio assistito: “Eutanasia gesto doloroso e d’amore. I miei nonni volevano morire ma…”

di FIlippo Limoncelli
Pubblicato il 26 Settembre 2019 16:50 | Ultimo aggiornamento: 26 Settembre 2019 16:50
Alba Parietti sul suicidio assistito: "Eutanasia gesto doloroso e d’amore. I miei nonni volevano morire ma..."

Alba Parietti (fonte ANSA)

ROMA – Alba Parietti si è espressa sulla sentenza della Cassazione in merito al suicidio assistito con la decisione della Consulta di assolvere Marco Cappato, colui che ha assistito l’eutanasia di Dj Fabo. In un lungo post su Instagram, la Parietti ha ricordato la morte di Tato, uno dei suoi cani.

“Ricordo di qualcosa che è rimasto nel mio cuore il mio Tato. Forse il gesto di più grande generosità della mia vita l’ho fatto nell’assistere alla sua morte abbracciandolo, insieme a mio figlio a Sally, la nostra governante ai suoi amici , in casa tra le nostre braccia. Era arrivato a uno stato di tale sofferenza che l’eutanasia è stato un gesto doloroso e di grande amore, di tutti noi. Si è addormentato tra le nostre braccia a casa sua è passato dal sonno alla morte con dolcezza ed è volato via dolcemente come era vissuto. Si può paragonare un cane a una persona? Si” scrive la Parietti.

“Vi faccio il paragone – continua – perché proprio ieri pubblico la foto di mia nonna , cattolicissima, donna di campagna ignorante ma intelligente e mi ricordo il suo sguardo che imploro ‘ mio padre “ francesco non puoi farmi una puntura e farmi morire?” Pesava 30 kg amava disperatamente la vita ma voleva andare via , per non soffrire più , voleva smettere di essere torturata da dolori atroci . Non fu possibile. Mio nonno Leo 82 anni vissuti con una salute di ferro e poi un volo , investito da un’auto. Non morì si ristabili’ ma perse l’autonomia, perse secondo lui la dignità, la sua dignità . Non desiderava più vivere , ma non perché fosse disperato , aveva voglia di vedere nascere mio figlio , era un artista eclettico e lui poteva essere solo ciò che era sempre stato. Indipendente e libero. Era imprigionato nella sua immobilità si sentiva finito . La scelta la possibilità di scelta se vivere o morire soprattutto se la malattia ti devasta non è disprezzo per la vita, semmai il contrario. È’ il rispetto per ciò che si è, per la propria dignità per il valore che tu vuoi darle. Ed è va insindacabile giudizio di ogni essere vivente. Sono felice per la sentenza di ieri sulla questione @dj_fabo_official che sancisce il diritto di scelta @marcocappato”.

Fonte: INSTAGRAM