Alda D’Eusanio contro Marco Baldini: “Di tossici come te ne ho visti tanti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2014 18:02 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2014 18:02
Alda D'Eusanio contro Marco Baldini

Marco Baldini (LaPresse)

ROMA – Marco Baldini ha rilasciato un’intervista a Il Fatto Quotidiano, in cui raccontava di avere delle difficoltà economiche, dovute al vizio del gioco.

Alda D’Eusanio è intervenuta sul suo profilo Facebook in merito all’intervista, con un post dal titolo “Senza Vergogna”:

“Mi dispiace tanto Marco so che sei una brava persona e mi sei simpatico, ma mi fai tanta rabbia. Dici di avere pagato al gioco in questi anni 4 milioni di euro. C’è gente che se avesse la più piccola parte di quei soldi potrebbe dare da mangiare ai figli. Ma come si fa! Con che coraggio dici ‘Corro ovunque mi chiamano per racimolare soldi e sopravvivere, ne ho bisogno’. Nooooo tu hai bisogno dei soldi non per mangiare ma per giocare. Non hai una casa ‘Vivo ovunque posso, da amici, non ho un luogo stabile’. Ma lo sai quanta gente è senza casa perché non ha più un lavoro? Quanti giovani non possono sposarsi e continuano a vivere a casa con i genitori? Tu non sapevi come mettere insieme i soldi della giornata? Il lavoro che ti da Fiorello non è gratis. Da anni ti aiuta, ti ha procurato tanto lavoro e tanti denari. E tu te li sei giocati”.

Il post della D’Eusanio prosegue:

“Non mi sono mai curato, questo è il punto’. E hai il coraggio di dirlo. Pensi così di avere comprensione? ‘Continuo a strappare le giornate con i denti e i gomiti’. Caro Marco sei mai stato nelle case degli operai licenziati o degli esodati? Hai mai parlato con una vecchietta che si preoccupa per il rincaro del pane? Sei mai andato in un mercato dove c’è gente che aspetta la chiusura per raccattare la frutta e verdura buttata via perché un po’ passata o macchiata? Ti sei mai trovato di fronte ad una signora che rossa di vergogna e voce flebile ti chiede un aiuto per prendere l’autobus con la scusa di avere dimenticato la borsa a casa? Scusami Marco ma non riesco a capire il tuo sfogo, né a giustificare il tuo comportamento. Posso solo dirti CURATI CURATI CURATI. Hai un amico come Fiorello, hai talento, hai una moglie che ti ama. Porca miseria, Marco, guardati intorno e vergognati, non sputare sulla fortuna che hai. Il Padreterno prima o poi si incazza! Io, nel mio piccolo, mi sono tanto tanto ma tanto incazzatissima!”

La replica di Marco Baldini non ha tardato ad arrivare. La “spalla” di Fiorello ha risposto a quanto scritto dalla D’Eusanio, lo ha fatto commentando il suo stesso post:

“Cara Alda io capisco che con la tua rubrica devi in qualche modo far scalpore ma sinceramente la tua critica l’avrei capita se tu fossi stata una esodata ma scusa… Ti ricordi come piagnevi quando la Rai ti accantonò? Ora anche tu mi eri simpatica, ma mi sei diventata farisea, di quelli che si infarinano la faccia per farsi vedere pallidi … Sinceramente manco ti dovevo rispondere ma almeno così ho dato un senso alla tua rubrica. Buona serata. M”.

E così la D’Eusanio ha risposto nuovamente, ribadendo quanto pensa di Baldini:

“Caro Marco, la tua risposta dimostra che il demone del gioco ti ha tolto la lucidità. Il mio commento alla tua intervista-confessione è dettato proprio dalla conoscenza profonda che ho del mondo delle dipendenze, per essermene occupata per anni sia come giornalista che come volontaria. Come tutti i malati di dipendenze rilasci interviste per chiedere simpatia e solidarietà. Pensi che confessare pubblicamente di avere la mania del gioco faccia di te una persona che va aiutata e compresa. Confessi di avere perso al gioco 4 milioni di euro ( 8 miliardi delle vecchie lire) e con questo vuoi la patente di persona onesta. Confessi di avere lasciato tua moglie per amore, per salvarla. E pensi così di apparire come uomo generoso e altruista. Ma dici anche di non esserti mai curato. Troppo faticoso curarsi, più facile lasciare. Amare veramente, caro Marco, significa mettere al primo posto il bene dell’altro. Di tossici come te ne ho visti tanti, tutti uguali. Diversi sono i famigliari: figli che devono abbandonare gli studi, mogli disperate, mamme che non hanno più lacrime, famiglie in mezzo alla strada perché anche la casa è stata giocata. Voi malati del gioco chiedete comprensione e gentilezza, e mentre le vostre famiglie sono abbandonate a se stesse voi continuate a giocarvi fino all’ultimo euro. La mia indignazione alle tue parole non è dettata solo dal mio vissuto. Anche se ho visto mia suocera morire di crepacuore a causa del figlio giocatore ed io stessa ne ho pagato le conseguenze, ciò che mi ha spinto a urlarti BASTA è proprio l’ennesima tua intervista nella quale candidamente ti fai bello del tuo dolore. E qualcuno te lo deve pur dire che non sei un eroe, che devi curarti e che non c’è più pazienza per quelli come te. Smettila con questo finto vittimismo, rimboccati le maniche e salva la tua famiglia e te stesso. Hai tutti i mezzi per farlo, TU!”.