Arisa contro il bodyshaming: “Torno alle origini, basta filtri. Amiamoci per quello che siamo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 Ottobre 2020 10:36 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2020 10:36
Arisa contro bodyshaming: "Torno alle origini, basta filtri. Amiamoci per quello che siamo"

Arisa contro il bodyshaming: “Torno alle origini, basta filtri. Amiamoci per quello che siamo”

Arisa come Vanessa Incontrada contro il bodyshaming. Il messaggio senza filtri della cantante. 

Sempre più vip si uniscono alla battaglia contro il bodyshaming. L’ultima a lanciare un appello in tal senso è Arisa che, postando una foto senza filtri confessa: “Questa è la prima foto che faccio da quando ho deciso di ritornare allo stato originale”. 

Quindi l’appello: “Basta filtri, amiamoci per quello che siamo”. In realtà non è la prima volta che la cantante si presta a questo tipo di messaggi. Già quest’estate, molto prima della copertina di Vanessa Incontrada su Vanity Fair, Arisa aveva pubblicato una foto senza ritocchi, che la inquadrava dal seno alle cosce. “Sono un albero di arance, un panino al latte, una dea”, aveva scritto.

Ora Arisa aggiusta il carico, mettendoci la sua personale esperienza. “Mi spiego meglio: negli ultimi anni la paura del tempo che passa era diventata incombente. Le mie serate le impiegavo a scrutare i difetti sul mio volto e a contare i buchi di cellulite sul mio sedere e sulle mie cosce”.

“Chirurghi e medici estetici sono diventati i miei confessori, pensavo che se fossi diventata più bella la gente mi avrebbe amata di più, che avrei trovato l’amore della mia vita e che sarebbe stato tutto più facile per me con amici e lavoro. Guerre infinite coi miei capelli e tempo perso che non torna più”.

“So che non sono bella come le tipe che vedo sui giornali e sui social – riflette – ma non voglio che sia più un mio problema. Ci sono tante persone care nella mia vita, che amo alla follia, che pur non aderiscono ai canoni del bello che ci propone questo mondo, eppure niente sarebbe lo stesso senza di loro per me”.

“Mi chiedo allora perché solo io dovrei sentirmi meno amabile con la mia faccia, la mia età e la mia cellulite. Un essere umano è quello che è, quello che dà, o quello che appare?”.

Il ritorno alle origini di Arisa

Quindi Arisa torna agli esordi: “Quando portavo gli occhiali e il caschetto mi sentivo me stessa, ma la gente per strada mi prendeva in giro, si permettevano di fare apprezzamenti veramente pesanti sul mio aspetto fisico. Per non parlare del ci è o ci fa? che mi ha fatto sentire sbagliata fin dall’inizio della mia avventura”.

Il discorso si allarga alla condizione femminile. “Questo alle donne capita spesso perché siamo in una società che dà per scontato che una donna possa essere messa in discussione per aspetti futili già in famiglia e che sia tutto normale”.

“Da bambine dobbiamo essere accettate da nostro padre e non dare troppo fastidio a nostra madre che è una donna come noi problemi annessi, adolescenti dobbiamo passare l’esame della classe, dei primi flirt, delle amiche che decidono se siamo all’altezza di stare nel gruppo”.

“Poi vogliamo parlare del mondo del lavoro? È ora di svegliarsi. Sentirci sbagliate ci rende ottime acquirenti. Depotenzia il nostro valore, ci divide e il mondo va a rotoli. Amiamoci per quello che siamo. Siamo Vita”, conclude la cantante: Immancabile l’hashtag #bodypositive. (Fonte: Facebook).