facebook

La “corte” di Brangelina: 25 persone nello staff di famiglia di Brad Pitt e Angelina Jolie. Ma le tate, come sempre, restano relegate nell’ombra

Ci chiedevamo come facesse a tenere bada da sola l’esercito di sei figli, mentre viaggiava per il mondo, sembrava sempre più in forma, collezionava successi professionali e matrimoniali con Brad Pitt.

Come sempre la risposta più semplice era anche quella esatta: secondo Andrew Morton, autore di una controversa biografia non ufficiale dell’attrice, Angelina Jolie sarebbe circondata da uno staff di ben 25 persone, tra cui un dottore, 4 infermiere e numerose babysitter.

Beth Torre, portavoce della Celebrities Staffing Services di Hollywood, conferma che tutte le star hanno almeno una baby-sitter, se non tre o quattro, ad aiutarle con i figli.

La notizia non sorprende. Quel che sorprende è che queste strettissime, intime collaboratrici della famiglia non siano mai comparse negli scatti dei paparazzi (che di solito non si lasciano sfuggire nulla) né siano mai citate nelle interviste. E le star, da Jennifer Lopez a Gwyneth Paltrow, continuano a sostenere di fare ginnastica, provare e tenere a posto casa «mentre i bambini fanno un pisolino».

La “rimozione delle tate” non fa certo bene alle madri “normali”, che invece hanno a che fare con un lavoro stressante, un matrimonio a alti e bassi, dei figli che non fanno pisolini, le rate del mutuo e la vecchiaia che avanza. Donne che spesso si sentono inadeguate e piene di sensi di colpa, soprattutto di fronte a questi modelli.

«Nulla può far sentire un genitore tanto fallito quanto l’avere delle irrealistiche aspettative di perfezione. E chi può alimentare l’illusione che la maternità sia qualcosa di rilassante e glamour quanto le celebrità piene di figli, sempre bene educati e ben vestiti, che fingono di fare tutto da sole, con un matrimonio sexy, un lavoro fantastico e impegnativo e un aspetto da urlo?» scrive Jennifer Senior sul magazine New York.

Ma oltre alle madri comuni, le danneggiate secondo Jezebel sono le tate nascoste. Trattate come se il loro lavoro non fosse degno di considerazione, a differenza di quello dei personal trainer che le star, invece, pubblicizzano con entusiasmo.

Certo, a volte le tate rompono il silenzio o arrivano addirittura a far causa ai vip, come nel caso di Heather Mills McCartney and Rob Lowe. Ma, assicura Beth Torre, «dopo aver aperto bocca non lavoreranno più in questa città. E nemmeno in quelle vicine».

«Le star vogliono essere viste come persone normali, non deve sembrare che vivano in un castello» aggiunge la portavoce. Anche se, in effetti, vivono in un castello, per di più pieno di tate. Quando calpestano il tappeto rosso, splendide e riposate, con un marito da sogno e nessuna preoccupazione, il merito è anche delle loro baby-sitter.

To Top