Daniela Martani, Facebook la blocca per 30 giorni. Lei: “Insultata e minacciata”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 gennaio 2018 12:20 | Ultimo aggiornamento: 24 gennaio 2018 12:20
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Daniela Martani, Facebook la blocca per 30 giorni. Lei: “Insultata e minacciata”

ROMA – Daniela Martani, attivista vegana e opinionista, è stata bloccata da Facebook per 30 giorni. Il suo profilo social è finito alla gogna del web ed è stato segnalato da diversi utenti proprio per un post che non era stato gradito. La Martani si è sfogata sottolineando che è il secondo blocco nel giro di pochi mesi, un blocco imposto dalle segnalazioni degli utenti che la insultano e minacciano. Per questo motivo l’attivista vegana si è sfogata: “Io sono stata minacciata e insultata, ma Facebook non fa nulla”.

Il sito di Giornalettismo scrive che Daniela Martani scrive che la gogna mediatica è iniziata circa un anno e mezzo fa. I suoi post controversi su Facebook vengono condivisi dagli utenti, che poi in massa la segnalano portando al blocco del suo profilo:

“Perché sui social, grazie all’algoritmo, prevale il branco piuttosto che una interpretazione logica delle parole postate. E Daniela lo sa bene. Ogni suo tweet, status, viene continuamente spammato in diversi gruppi. Gruppi in cui può partire l’ordine alla segnalazione di massa e la pubblicazione di dati sensibili. Tutto è iniziato un anno e mezzo fa. Quando Daniela ha denunciato centinaia di suoi haters. Da quel momento in poi, ovvero a denunce depositate, è iniziato l’incubo. I profili della Martani sono stati ripetutamente pubblicati su varie pagine. «Puoi latrare tutte le str**** che vuoi», aggiungono con screenshot sugli status dell’attivista. Fallita, ricattatrice, i “complimenti” si sprecano. Anche le minacce, come quelle che riportiamo qui sotto. «Hanno pubblicato pubblicato il mio indirizzo di casa», spiega Martani contattata da Giornalettismo”.

La donna ha detto di non essere serena e di vivere con ansia la vita quotidiana, spiegando di aver segnalato più volte a Facebook i profili anonimi che l’attaccano, ma anche se si tratta di profili fake il social network non avrebbe preso in considerazione le sue segnalazioni:

“Martani ha provato a segnalare al social di Mark Zuckerberg come il suo blocco sia ingiusto. «Facebook – aggiunge – non risponde mai alle segnalazioni nonostante loro dicano di segnalare se c’è stato un errore nei blocchi. Io gli ho inviato decine e decine di mail in cui chiedo che venga ripristinato il mio account ma nulla. Non esiste un referente italiano con cui interfacciarsi». Diversi profili che perseguitano la Martani sono stati segnalati alla polizia postale. E uno di loro, non contento, afferma di avere una “talpa” nella Polizia postale. Spacciandosi, nel suo delirio, per uno di Anonymous”.

E continua il suo sfogo:

“«Queste persone continuano con queste attività – spiega Martani – da anni. Segnalano profili e pagine vegan molto seguite. Hanno fatto chiudere due pagine pro vegan una da 17 mila utenti, l’altra da 30 mila. Ridicolizzano le persone nelle loro pagine e nei loro gruppi semplicemente per differenti scelte etiche. Facebook non è in grado di gestire questo fenomeno, per questo ho deciso di fare causa alla piattaforma social»”.

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