Efe Bal: “Come Berlusconi mi sono fatta la punturina. E mi stavano per amputare il pene”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 dicembre 2017 14:05 | Ultimo aggiornamento: 13 dicembre 2017 14:05
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Efe Bal: “Come Berlusconi mi sono fatta la punturina. E mi stavano per amputare il pene”

ROMA – “Dopo i 60-70, e anche prima, anche voi pomperete il cazzo con questa puntura come Berlusconi e come ho fatto io. Anche se ho rischiato l’amputazione del pene”. Lo racconta Efe Bal, la transessuale forse più nota d’Italia, al programma di Radio 24 La Zanzara.

Intervistata dopo il servizio de Le Iene sul suo primo film porno, Bal ha parlato di tutto, dal sesso alla politica, annunciando che voterà per Matteo Salvini (“sono sempre stata di destra”) nella speranza di avere anche un seggio in Parlamento: “E dovrebbe darmi un seggio, così entrerà una nuova trans in Parlamento. Sicuramente sono meglio di Luxuria. Lei mette la parrucca a 52 anni”.

La trans italo-turca ha raccontato l’esperienza del suo primo film porno: 

“Prima avevo già preso del Cialis, poi il regista mi ha dato anche il viagra. Prima abbiamo scattato delle foto con Vittoria Risi, mentre lei mi succhiava, mentre io palpavo, mentre ci baciavamo. Da quel momento lì è passata più di un’ora. L’effetto era un po’ sfumato e mi si è ammosciato il pisello. Il regista sapeva che avevo già affrontato questo tipo di problemi e mi ha detto: guarda, tutto il mondo del porno lo fa, si fanno le punture. Anche Rocco Siffredi, la terza gamba più famosa d’Italia. Secondo me lui, i suoi amici, tutto il mondo del porno. E’ tutta una finzione. Usano tutti la puntura, ma è pericolosissima e bisogna farla sotto controllo”.

Invece così non è andata:

“Era una monodose, l’hanno aperta sotto i miei occhi. Diversi miei clienti lo fanno. Me l’ha fatta il regista. L’ago è praticamente una puntura di insulina, una cosa sottilissima. Non lo senti neanche. Dopo 15 minuti neanche, senti un pizzico, qualcosa nel pisello e ti chiedi cosa sta succedendo. Tra l’altro c’è la dose da 5, da 10 e da 20. Il regista mi ha iniettato la dose da 20. Quindi la più potente. Alla fine dopo un’ora io non sentivo più il pisello. Soltanto tanto dolore. Poi loro per rimediare al dolore, mi dicono: se vuoi rilassarti devi per forza godere, cioè venire. Se non vieni, l’effetto rimane. Ma io non riuscivo neanche a toccare il pisello. Mi sono fidata, ma non bisogna farlo e sono finita in ospedale, rischiando l’amputazione. (…) Sono stata anche con 20 persone in un giorno, ma non ho mai avuto così tanto dolore sul pisello. Adesso sto bene. Però ho provato una vergogna ad andare all’ospedale. Mentre avevo il pisello durissimo apro le porte del pronto soccorso ed avevo 50 persone davanti a me. Io non avevo neanche le mutande. Mi hanno visto il pisello alle undici di sera, una vergogna totale. Il pisello enorme, gonfio, con due dottori bellissimi”.

E lei se ne intende. Adesso, però, non sono più solo gli uomini che vengono da lei. La nuova tendenza, ha spiegato, sono

“le coppie. Quando vengono le coppie, scopo il marito e la moglie guarda e gode di questa cosa. Questa è l’Italia di oggi. La moglie guarda mentre mi trombo il marito”.

 

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