Efe Bal: “Tassiamo le prostitute per finanziare il reddito di cittadinanza”

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 ottobre 2018 11:43 | Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2018 11:43
Efe Bal: "Tassiamo le prostitute per finanziare il reddito di cittadinanza"

Efe Bal: “Tassiamo le prostitute per finanziare il reddito di cittadinanza”

ROMA – Tassare le prostitute per finanziare il reddito di cittadinanza. A lanciare l’idea è Efe Bal, la trans più famosa d’Italia che ai microfoni di Rai Radio 2 torna a battere su un suo vecchio cavallo di battaglia. “Ci sono 70 mila prostitute in Italia – è il suo ragionamento – anche solo facendoci pagare un euro al giorno realizzeremmo un sacco di soldi”. “Potremmo almeno aiutare i privati, gli ospedali, creare ogni giorno un canile nuovo”, aggiunge.

Efe Bal è intervenuta nel corso della trasmissione I Lunatici, condotta da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, ogni giorno dall’1.30 alle 6.00. La escort italo-turca, che da anni si batte per vedere riconosciuta la sua attività, è tornata sulla necessità di legalizzare la prostituzione. “Spero che Salvini possa abolire la Legge Merlin, che c’è da più di 50 anni. Spero che grazie a Salvini avremo qualche bordello in Italia, così le prostitute come me potranno essere riconosciute con il lavoro che fanno e pagare le tasse”.

E proprio su Salvini, di cui è una fan da tempi non sospetti, si scatena: “Io ho visto il futuro, quelli che si sono fidati del Pd non hanno visto nulla. Lo sostengo da almeno 8 anni. Prima quando dicevo che sostenevo Salvini mi guardavano un po’ male, oggi è diverso. Per l’immigrazione Salvini ha fatto già tanto, spero faccia lo stesso sulla sicurezza. Se riuscisse a riportare un po’ di sicurezza gli sarei grata per sempre. Credo che sia un sex symbol, un uomo bellissimo, in gamba, con un grande stile. E’ l’uomo più desiderato d’Italia. Sono sicura che i prossimi quattro anni e mezzo con Salvini saranno esaltanti”.

Talmente affezionata al leader della Lega, da essersi iscritta alla sua scuola politica: “Proprio ieri ho iniziato la sua scuola di formazione politica a Milano. Eravamo tantissimi, quasi 400 studenti. Peccato che lui non sia venuto. Abbiamo parlato di Costituzione, di leggi, di tematiche molto importanti. Il clima nei miei confronti? Ero l’unica con una giacca di pelle color blu, ero vestita molto sobria, non mi hanno riconosciuto le altre persone, ero anonima. Tra i partecipanti non ho visto miei clienti”.