Elena Santarelli: “Ecco le domande più assurde che mi hanno fatto su Instagram”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 ottobre 2018 15:09 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2018 15:09
Elena Santarelli: "Ecco le domande più assurde che mi hanno fatto su Instagram" (foto Instagram)

Elena Santarelli: “Ecco le domande più assurde che mi hanno fatto su Instagram” (foto Instagram)

ROMA – Intervistata dal programma radiofonico di Radio Due “I Lunatici”, Elena Santarelli parla delle domande più strane ricevute su Instagram: “C’è chi mi chiede che odore hanno i miei piedi oppure quante volte faccio la pipì ogni giorno. Comunque sono una minoranza”.

 “Piaccio alle donne – racconta la Santerelli – non suscito un sentimento negativo, di odio. Perché comunque mi pongo in modo semplice e sincero, non le prendo in giro, e poi non ammicco più di tanto. I calendari li ho già fatti in passato, ora basta, vado verso i 38 anni, non è più il tempo delle pose sexy. Le mie amiche mi chiamano ‘Il Generale’ sull’alimentazione. Mangio bene ma non per una questione estetica ma di benessere. In un periodo della mia vita mi vedevo gonfia, dormivo male, avevo preso sei o sette chili. Da lì ho iniziato a mangiare in modo sano. Cosa sogno di diventare da grande? La nonna. Mi piacerebbe molto, un giorno, diventare nonna”.

Infine una battuta sulla notte del cuore: “Quella in cui alle 3 di notte andai all’ospedale di Siena per partorire Giacomo, passai metà notte a casa con i dolori, poi mia cognata mi venne a prendere con una macchina bassissima, sportiva, mio marito era in ritiro, mi ha raggiunto quasi a cose fatte, per le strade della campagna senese urlavo a mia cognata di andare piano, perché altrimenti avrei partorito in macchina”.

Poi il racconto sulla malattia del figlio: “Ovviamente non è una cosa bella per un genitore quando un figlio viene colpito da una malattia del genere, è un pugno nello stomaco. Sono arrivata a parlarne con serenità, pur avendo un dolore dentro, che però cerco di non mostrare. Sono arrivata ad essere così forte e positiva nel corso dei mesi. Lo sono diventata perché vedo talmente tante realtà peggiori della mia che alla fine arrivo a svegliarmi la mattina e a dire ‘ok, c’è questo problema da risolvere, combattiamo’. Ogni mamma in certi reparti soffre, solo che la parola tumore fa più paura, sulla parola tumore ci sono troppi preconcetti. Non è che tutti i bambini che affrontano questo percorso siano allettati come pensa la gente, la maggior parte dei bambini che affrontano questa sfida ha energia da vendere, anche perché le chemio dei bambini sono diverse rispetto a quelle degli adulti. E poi i bambini sono puri, hanno un modo di reagire diverso, per mio figlio combattere questa malattia è come combatterne un’altra che si può chiamare varicella o morbillo, dico due nomi a caso. Un adulto parte già svantaggiato, si documenta, gli viene il terrore. Poi per il bambino è importante anche l’atteggiamento di un genitore. Se sei positivo, generi positività anche in tuo figlio. Solo per il fatto che mio figlio parla, ride, gioca, continua ad essere lo stesso di prima, pur dovendo affrontare una sfida enorme, è motivo di gioia quando mi sveglio la mattina. La vita è adesso. Anche solo il fatto che mio figlio si alzi dal letto, vada in bagno a lavarsi i denti, e ritorni a letto, non è scontato”.