Emanuela Folliero e gli “amori” calciatori: Beppe Baresi, Platini e… Shevchenko

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2018 9:44 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2018 9:44
Emanuela Folliero

Emanuela Folliero

ROMA – Intervistata dal settimanale Sono, Emanuela Folliero parla del suo passato, dei suoi amori e del suo rapporto con i calciatori:

“Sono interista da generazioni. Mio padre lo era. Un giorno, avevo diciotto anni, facevo parte del gruppo Roller project. Pattinavamo per strada, distribuendo volantini. Una persona mi ha tagliato la strada e, per schivarla, sono andata a finire dentro un negozio, praticamente tra le braccia di un ragazzo. Era Beppe Baresi, in compagnia di Rummenigge che allora aveva il braccio ingessato”.

E ancora: “l giorno dopo sono andata con Baresi a prendere un caffè e gli ho chiesto di cosa si occupasse. Lui mi ha detto: ‘Gioco a calcio’. Io pensavo all’oratorio, invece era un campione. Poi sono tornata e ho detto a mio padre di aver conosciuto Beppe Baresi e gli prese un colpo. Poi siamo diventati amici…”.

L’incontro con Giletti: “Con Massimo ci siamo incontrati in tribuna d’onore, allo stadio. A un certo punto un signore si sente male. Ha una crisi epilettica. Massimo lo ha girato e io ho tentato di aprirgli la bocca per non farlo soffocare. Abbiamo ricordato questo episodio proprio qualche giorno fa”.

Emanuela Folliero ha scoperto da un tassista che Andriy Shevchenko, attaccante del Milan nel Duemila, era innamorato di lei: “Il tassista che è stato il suo autista mi ha detto che era innamorato pazzo di me e che avrebbe voluto incontrarmi. Peccato averlo saputo solo dopo tutti questi anni” ha ammesso lei.

“Ma allora non mi dispiaceva Platini. Oggi apprezzo molto Cristiano Ronaldo perché si interessa del sociale. È un bel ragazzo. Ha proprio un animo gentile ed è anche un giocatore fortissimo. È uno con la testa”.

In passato, la Folliero è stata corteggiata da tanti calciatori.

“Allora, non sapevo neanche chi fossero. Era il periodo di Pippo Inzaghi. Una volta, invece, ero a Lucca e ho dormito nello stesso albergo dove era in ritiro la Lucchese. E l’allenatore mi disse: ‘Mi raccomando, si chiuda dentro’”.