Eredità di Gianni Agnelli, la figlia Margherita perde la causa anche in Cassazione, dovrà pagare le spese

Pubblicato il 30 Giugno 2015 8:09 | Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre 2018 11:35

 

Eredità di Gianni Agnelli, la figlia Margherita perde la causa anche in Cassazione, dovrà pagare le spese

Margherita Agnelli con figlo primogenito John Elkann, presidente della Fiat. quando ancora si parlavano senza gli avvocati

MILANO – Margherita Agnelli, la figlia dell’avvocato Gianni Agnelli, ha perso definitivamente la causa contro la madre, Marella Caracciolo, per la eredità del defunto padre e marito.

La parola fine a una vicenda che ha portato alla rottura dei rapporti fra madre e figlia ma anche tra Margherita Agnelli e il figlio primogenito John Elkann è stata scritta dalla Corte di Cassazione. La sentenza della Corre di Cassazione, depositata il 26 giugno 2015, come riferisce Raffaella Polato sul Corriere della Sera,



“chiude definitivamente la contesa sull’eredità di Giovanni Agnelli: Margherita Agnelli de Pahlen, la figlia dell’Avvocato, esce perdente dalla causa promossa contro la sua stessa madre, Marella Caracciolo, e contro gli uomini di maggior fiducia della famiglia sul piano manageriale e su quello legale, vale a dire Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens ( nella foto a destra ), Siegfried Maron”.

Gianni Agnelli mori nel 2003. La figlia Margherita, prima accetto la   sua parte di eredità a lei destinata dal testamento del padre, poi cambio idea e porto in Tribunale a Torino

“Gabetti (difeso dall’avvocato Carlo Pavesio), Grande Stevens (assistito dal professor Natalino Irti) e Maron (seguito dagli avvocati Guido Canale e Sergio Carbone): obbligati in qualità di mandatari dell’Avvocato a rendere conto della gestione del relativo patrimonio. Insieme a loro, aveva citato la mamma Marella per l’assegnazione di alcuni beni e la liquidazione della quota. 

Le richieste erano già state respinte sia dal Tribunale sia successivamente dalla Corte d’appello. Margherita non si era arresa, e aveva presentato il ricorso in Cassazione. Che però ha deciso di rigettarlo, con parallela condanna al pagamento delle spese processuali”.