Fabrizio Corona e l’aggressione nel boschetto della droga: “Mi hanno puntato un coltello contro”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 dicembre 2018 14:19 | Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2018 14:19
Fabrizio Corona e l'aggressione nel boschetto della droga: "Mi hanno puntato un coltello contro"

Fabrizio Corona e l’aggressione nel boschetto della droga: “Mi hanno puntato un coltello contro”

ROMA – “Mi sono trovato per terra sdraiato con quattro che mi tenevano, uno mi ha puntato il coltello, chissà perché non mi ha dato una coltellata”. Fabrizio Corona, via Instagram, ricostruisce l’aggressione subita ieri sera, lunedì 10 dicembre, nel cosiddetto “boschetto della droga” di Rogoredo, alla periferia sud di Milano. Boschetto della droga dove Corona stava girando un servizio per “Non è l’Arena”.

“Mi sono recato al Bosco di Rogoredo, patria nazionale dello spaccio italiano, dove anche la polizia si rifiuta di entrare. Mentre le uniche inchieste realizzate sono state fatte di giorno da giornalisti accompagnati da polizia di scorta a circondare la zona – racconta Corona – io mi sono recato lì solo con un operatore e un fonico per raccontare il parallelismo della mia tossicodipendenza e quella che colpisce l’Italia e la povera gente che vede uno stato inerme e una polizia disinteressata. Tutto questo – conclude – solo per raccontare in maniera oggettiva, come ho sempre fatto, la realtà. Ora, in questo momento, ringrazio Dio per aver protetto mio figlio”.

Stava “lavorando”, “stava facendo una cosa buona, voleva documentare una situazione difficile” e lo faceva “nel rispetto degli orari” stabiliti dalle prescrizioni dell’affidamento terapeutico, perché “il fatto è avvenuto intorno alle 22 e lui deve rientrare a casa alle 23.30”. Così i legali che assistono Fabrizio Corona difendono l’ex re dei paparazzi dopo l’aggressione di ieri. Su Corona, infatti, pende un ricorso per farlo tornare in carcere. Ma per gli avvocati Corona stava lavorando nel “rispetto degli orari”. Lo scorso 30 novembre, il Tribunale di Sorveglianza di Milano, accogliendo le richieste dell’avvocato Antonella Calcaterra (nei processi, invece, Corona è assistito dai legali Ivano Chiesa e Luca Sirotti) ha confermato, rendendolo definitivo, l’affidamento terapeutico per l’ex agente fotografico, respingendo la richiesta di revoca della misura alternativa formulata dalla Procura Generale. L’Avvocato generale Nunzia Gatto, numero due della Procura generale, però, ha già fatto ricorso contro la decisione della Sorveglianza per chiedere che Corona torni in carcere per una lunga serie di violazioni delle prescrizioni, tra cui anche il rispetto degli orari.