Francesca Fioretti si racconta dopo la morte di Astori: “All’inizio avevo paura di tutto”

di Filippo Limoncelli
Pubblicato il 20 marzo 2019 11:21 | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2019 11:21
Francesca Fioretti astori

Francesca Fioretti si racconta dopo la morte di Astori: “Il giorno dopo…”

ROMA – Francesca Fioretti dopo la morte di Davide Astori ha preferito affrontare il suo dolore nel silenzio. Oggi, a distanza di un anno dalla tragica scomparsa, la compagna del calciatore è tornata a parlare del suo lutto a Vanity Fair.

Una perdita quella del suo compagno che, ancora adesso, Francesca non riesce ad accettare. “Ogni giorno penso che accanto a me Davide non ci sarà più. Mi è caduta addosso una tragedia, una disgrazia così grande da cambiare per sempre la mia prospettiva sulle cose. È stato un anno straziante, difficile e impegnativo. Non credevo di essere così forte. Il destino mi ha rapinato. Con un furto mi ha rubato all’improvviso tutto quel che avevo. Sono diventata una donna che affronta sfide che non pensava di riuscire a superare”, ha dichiarato.

I giorni seguenti alla morte del capitano della Fiorentina sono stati davvero difficili. “All’inizio avevo paura di tutto. Per molti mesi non ho acceso la tv né ho dormito nella nostra stanza. Mi facevo accompagnare in bagno per lavarmi i denti, temevo di non essere più in grado di gestire mia figlia, ero terrorizzata dall’idea di volerle meno bene. Mi ha aiutato una psicologa infantile. Ci sono andata subito, il giorno dopo la morte di Davide. Ero in confusione totale. Lei mi ha aiutato a capire che il 4 marzo era finita un’intera esistenza e che avrei dovuto cominciarne una completamente nuova“, ha raccontato la Fioretti.

Francesca Fioretti oggi, ripensando a quel 4 marzo, si consola pensando che, prima della tragedia, aveva sentito Davide, e lui stava bene e non vedeva l’ora di rivedere lei e sua figlia. “Dopo la morte non riesco a fare progetti. A tratti mi sembra che stia migliorando tutto e il minuto dopo cado. Parlo molto con mia figlia, cerco di formarle dei ricordi, voglio che lei un giorno sia libera di andare per la sua strada. Se rifletto razionalmente su quel che mi è successo ancora non ci credo e penso ancora non sia vero”. (fonte: Vanity Fair)