Giulia De Lellis si converte alle pellicce ecologiche. Aidaa: “Ora si scusi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 febbraio 2018 0:15 | Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2018 0:15
Giulia De Lellis si converte alle pellicce ecologiche ma l'Aidaa non le crede

Giulia De Lellis si converte alle pellicce ecologiche. Aidaa: “Ora si scusi”

ROMA – Era finita nell’occhio del ciclone per aver indossato ciabatte di pelliccia nella casa del Grande Fratello Vip. Ma adesso Giulia De Lellis sembra essersi pentita: si è convertita all’uso di pellicce ecologiche, ma l’Aidaa, Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, non sembra credere a cotanto ravvedimento.

Era stata proprio l’associazione animalista a puntare il dito contro la concorrente del reality. Tanto da presentare pure un esposto in procura contro di lei, accusandola di pubblicità occulta a una nota casa di moda, produttrice delle ciabatte, e di aver appoggiato la pratica dell’animalicidio.

Dinanzi al pentimento di Giulia De Lellis, il presidente di Aidaa, Lorenzo Croce, chiede ora un ulteriore atto di buona fede: “Leggiamo su diversi siti di Gossip che Giulia De Lellis ed altre show girl si sarebbero convertite all’uso delle pellicce ecologiche – fa sapere Croce in una nota – Bene ma adesso si vergognino pubblicamente del loro passato e chiedano scusa per le migliaia di animali ammazzati molti dei quali come i visoni uccisi nelle camere a gas per soddisfare la brama loro e di coloro che seguendo il loro esempio si sono vestite ed hanno portato ai piedi peli di cadaveri animali”.

Per il presidente di Aidaa non bastano nemmeno le scuse, se arriveranno. “Questo non basta – prosegue – queste persone diano ora il buon esempio andando a fare volontariato nei canili e nei gattili e si impegnino nelle campagne a tutela degli animali e contro gli allevamenti di animali da pelliccia, altrimenti la loro conversione sarà assolutamente ipocrita ed inaccettabile”.

“Ci faccia vedere che davvero smette di usare e promuovere le ciabatte e le pellicce di pelo vero – conclude Croce – e allora forse crederemo ai gesti di questa persona”.