Oprah Winfrey: borsa in alto, la commessa non voleva faticare, niente razzismo

Pubblicato il 13 Agosto 2013 15:32 | Ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2013 15:32
Oprah Winfrey: borsa in alto, la commessa non voleva faticare, niente razzismo

Oprah Winfrey: niente razzismo, un po’ di divismo

Oprah Winfrey, tornata in California, chiarisce l’episodio della borsa negata a Zurigo, cambiando molto la versione diffusa da lei stessa pochi giorni prima.

Intervistata da Silvia Bizio per Repubblica, ha definito la vicenda “esagerata” e ha descritto l’episodio in un modo tale da far pensare che si sia trattato di un tipico episodio di divismo, la reazione un po’ sull’irascibile di Oprah Winfrey, diva in America ma poco conosciuta nell’Europa continentale, di fronte al fatto che la commessa le aveva buttato lì che la borsa era per una Jennifer Aniston qualunque.

L’episodio era poi stato aggravato, nel racconto delle ore successive, dal fatto che quando c’è di mezzo una persona di colore il riflesso condizionato è il sospetto di razzismo e forse anche dal fatto che la commessa fosse di origine italiana, forma di razzismo buono perché bianca e non nera. La commessa, si deve ricordare aveva smentito tutto fin dall’inizio.

Le parole di Oprah Winfrey sembrano giustificare la ricostruzione che precede:

“Io ero l’unica persona nel negozio, mi ero messa una gonna di Donna Karan, lavato i capelli, perché in questo tipo di negozi sono snob e non volevo passare per una venuta dalla strada. La commessa non voleva fare fatica per tirare giù la borsa da uno scaffale alto e mi ha detto che era troppo cara. Io ho insistito e lei me ne ha fatte vedere altre, ma a me interessava quella. Mi ha detto, “è la borsa Jennifer Aniston creata da Tom Ford.” Capirai, io conosco sia Jennifer che Tom e le ho detto: “questo vuol dire che la può avere solo Jennifer Aniston?”. Seccata, sono andata via».

Non si è parlato di prezzo, ricorda Oprah Winfrey,

“l’ho scoperto dopo, e quella ragazza aveva ragione (dice ridendo), perché quando ho scoperto che costava 38.000 dollari, avrei fatto la figuraccia di dover dire no. Sono uscita dal negozio dicendole: “forse hai ragione! Che una borsa possa costare 38.000 dollari è immorale. Non l’avrei mai comprata. Puoi comprarti una macchina, andare in vacanza, ma una borsa? Non ha nessun senso”.