Selvaggia Lucarelli e terrorismo: “Dopo Bruxelles tocca…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Marzo 2016 15:18 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2016 15:18
Selvaggia Lucarelli e terrorismo: "Dopo Bruxelles tocca..."

Selvaggia Lucarelli e terrorismo: “Dopo Bruxelles tocca…” (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Selvaggia Lucarelli fatalista sulla questione terrorismo e tira i piedi all’Italia. Dopo Bruxelles prima o poi capiterà anche a noi, è inutile preoccuparsi, il succo del suo post su Facebook: “Prima o poi toccherà a qualcuno di noi, non si sfugge. Di fronte a gente che si fa o ci fa saltare in aria siamo indifesi, inutile girarci intorno”. “Tutte le chiacchiere spese sulla questione sicurezza e l’aumento dei controlli, delle camionette, delle guardie armate, dei cecchini, delle telecamere e di non so che, serve solo a raccontarsela e raccontarcela un po’. Lo sappiamo benissimo che non possiamo controllare tutti gli zaini del mondo”.

Questo il post completo pubblicato dalla Lucarelli:

Tutte le chiacchiere spese sulla questione sicurezza e l’aumento dei controlli e delle camionette e delle guardie armate e dei cecchini e delle telecamere e di non so che, serve solo a raccontarsela e raccontarcela un po’. Lo sappiamo benissimo che non possiamo controllare tutti gli zaini del mondo. Sì, puoi forse rendere più sicuri (più sicuri, non inviolabili) alcuni obiettivi sensibili, alcuni luoghi-simbolo, forse gli aerei, ma pensare che qualcuno possa difenderci in ogni piazza o locale o ristorante o treno o strada o mercato o incrocio d’Italia è ridicolo o ingenuo o consolatorio a seconda dei casi. Prima o poi toccherà a qualcuno di noi, non si sfugge. Di fronte a gente che si fa o ci fa saltare in aria siamo indifesi, inutile girarci intorno. Devo dire che in questo senso mi fa perfino pena il povero Alfano, capro espiatorio annunciato, che verrà accusato di essere un inetto pure se qualcuno impugnerà un mitra in una trattoria qualunque che non è simbolo di nulla se non della nostra normalità -non in Piazza San Pietro o a Palazzo Chigi – come è accaduto a Parigi. Non esiste stato d’allerta e non esiste un rafforzamento dei controlli che possano cambiare la storia oggi, inutile prenderci per il culo. La prevenzione (relativa anche quella), al massimo, la può fare l’intelligence, non un cecchino su una balaustra in aeroporto. Per il resto, insieme alle armi, andrebbero impugnati i libri di storia e aperti gli occhi sul mondo, per ricordarci che tutti morti che pensiamo non ci riguardino, oggi ci riguardano tutti.