Valentina Nappi: “Un gruppo ultracattolico mi minaccia di morte e di essere una ped*fila”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Settembre 2020 12:45 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2020 12:45
Valentina Nappi minacciata da un gruppo ultracattolico

Valentina Nappi: “Un gruppo ultracattolico mi minaccia di morte e di essere una ped*fila”

Denuncia di Valentina Nappi che, in una lettera inviata e pubblicata da Dagospia, confessa di ricevere minacce di morte da parte di un gruppo ultracattolico.

Valentina Nappi ha denunciato di essere stata minacciata di morte da parte di un gruppo ultracattolico che avrebbe iniziato una campagna contro P*rnHub.

Attraverso una lettera inviata a Dagospia, l’attrice a luci rosse spiega come tutto sarebbe partito quando ha pubblicato una foto in cui indossava una t-shirt con il logo del sito.

In seguito alla condivisione di quella fotografia, avrebbe cominciato a ricevere insulti e minacce da parte del gruppo di persone legate all’organizzazione Exodus Cry.

La denuncia di Valentina Nappi

“Caro Dago, sono vittima nelle ultime settimane di un vero e proprio attacco mediatico, una impressionante macchina del fango via web che si è messa in moto nei miei confronti.

Come sai, spesso non contano i fatti ma i sentimenti di pancia che si diffondono mediante meccanismi empatici di massa.

La storia è questa. C’è una campagna in corso, Traffickinghub, che si rivolge soprattutto contro P*rnhub, e viene sostenuta dall’organizzazione Exodus Cry, sulle cui ombre si possono trovare informazioni in questo articolo in lingua inglese su Vice.

L’organizzazione ha tentato di ripulire la propria immagine descrivendosi come assolutamente super partes.

Ma addirittura nella stessa pagina web che servirebbe a tale scopo si legge:

“Crediamo nell’importanza della preghiera nel nostro lavoro”.

E poi: “Crediamo che la preghiera per quelli che soffrono a causa dell’ingiustizia sia una parte importante del combatterla”.

E ancora, per togliere ogni dubbio: “Il nostro scopo è essere una organizzazione basata sulla fede modellata sulla persona di Gesù”.

Con persone che sono parte, lavorano o simpatizzano per tale associazione purtroppo ho avuto e sto avendo a che fare dopo aver postato su Twitter un breve video di me che indosso pantaloncini e top col marchio di P*rnhub.

Essendo stata additata per questo, ho risposto che le accuse sono spazzatura e da lì si è attivata un’impressionante macchina del fango ai miei danni.

Mi hanno insultato, chiamato ped*fila, trafficante di bambini, minacciata di morte.

Rose Kalemba ha guidato il linciaggio mediatico.

Hanno diffuso il numero del mio agente, che ha ricevuto chiamate anche di notte in cui si minacciavano azioni legali nei miei confronti.

Ho subito segnalazioni in massa contro i miei account social che hanno avuto come effetto la sospensione degli account Instagram mio, di mio marito, del mio coniglio, nonché dell’account associato a un progetto gastronomico che ho co-fondato.

Hanno usato ‘bot’ contro di me, come è evidente da alcune cose scritte che tradiscono l’origine non umana di molti messaggi.

Tutto questo è impressionante, ho avuto la sensazione di aver toccato interessi importanti. E non ho idea di come evolverà questa vicenda”. (fonte DAGOSPIA)