Stuprata a 15 anni, denuncia. Insulti su Facebook: lo meriti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Settembre 2015 9:32 | Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2015 9:32
Stuprata a 15 anni, denuncia. Insulti su Facebook: lo meriti

Stuprata a 15 anni, denuncia. Insulti su Facebook: lo meriti

PADOVA – Una ragazza di 15 anni di Loreggia, in provincia di Padova, va dalla polizia e denuncia di essere stata stuprata in una discoteca. Indica ora, luogo (la discoteca Eurobaita al lago di Castelfranco Veneto) e nome e cognome del suo presunto violentatore. Per lei si tratta di Filippo Roncato, 22 anni. La polizia indaga e Roncato finisce ai domiciliari. Tutto finito? Assolutamente no. Perché sulla pagina facebook della ragazza iniziano ad arrivare messaggi inquietanti. Insulti di tutti i tipi come:  “Spero ti stuprino veramente così sai cosa vuol dire! Incolpare un ragazzo così perché fa comodo! Rovinare la faccia a lui e alla sua famiglia…”.

C’è addirittura, racconta Germana Cabrelle su Il Gazzettino,

chi ha postato la pagina Facebook della presunta vittima con tanto di nome, cognome e foto. Insomma, centinaia di persone hanno visto l’immagine di una minore che avrebbe subito un abuso sessuale.

C’è di peggio. Sempre Cabrelle spiega:

Gli insulti che in queste ore la ragazzina sta ricevendo su Facebook accumulano diverse centinaia di “mi piace” (trecento in serata), anche da parte di donne all’apparenza mature, non soltanto coetanei. Non solo: nei commenti che si aggiungono rivolti alla quindicenne, un altro giovane, N. D. scrive: “Ci vorrebbe un bell’immigrato che le facesse capire cosa significhi uno stupro”. E un altro ragazzo, M. G., addirittura propone: “Io direi di creare un gruppo per offenderla!”.

Dopo il danno, anche il pubblico ludibrio. Fino a ieri mattina, appunto, su Facebook era pubblicato addirittura lo screen-shot del profilo Facebook con la foto e il nome e cognome della quindicenne. In serata quel post è improvvisamente sparito.
I protagonisti di questa violenza feroce quanto gratuita, infarcita di incitazione all’odio sarebbero tutti ragazzi di famiglie perbene che nei loro profili sul social network sono fotografati nei locali del litorale adriatico e in città con larghi sorrisi nelle immagini curatissime col Photoshop e il logo del locale.