Roma, scontri del 15 ottobre: a terra lacrimogeni scaduti nel 2006

Pubblicato il 20 ottobre 2011 15:44 | Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2011 15:44
Roma, i lacrimogeni scaduto nel 2006

Roma, a terra una cartuccia di lacrimogeno scaduto nel 2006

ROMA – Cresce la protesta tra gli uomini delle forze dell’ordine dopo gli scontri del 15 ottobre.  Su 135 feriti, 105 sono poliziotti, finanzieri e carabinieri ed ora c’è chi fa notare tra i sindacati di polizia come la sistematica riduzione dei finanziamenti abbia portato ad utilizzare in piazza lacrimogeni scaduti da cinque anni. 

A farlo notare è il Consap di Roma, uno dei sindacati di polizia: “Servono finanziamenti. Il caso dei lacrimogeni scaduti – nel 2006 n.d.r – è un esempio: non sono nocivi. Il problema è solo per noi poliziotti: in questi casi la carica esplosiva che serve all’innesco potrebbe non essere efficace e non far sparare il lacrimogeno, che poi entra in funzione soltanto al momento dell’impatto con il suolo”. Quindi la richiesta al ministero: “Servono armi passive, come la polizia a cavallo, che sarebbe un buon deterrente, i proiettili di gomma o l’acqua colorata per identificare meglio i teppisti. Nuove forme di violenza impongono nuove strategie”.

Nicola Tanzi, segretario generale del Sap, il sindacato autonomo di polizia aggiunge: “I veri indignati siamo noi – spiega  -. In piazza, a lavorare, per pochi euro (circa 7) all’ora”.

Rincarano la dose anche gli esponenti del sindacato di polizia Silp-Cgil di Roma: “Eravamo in pochi, male equipaggiati e male impiegati. C’è stata la dimostrazione sul campo di quanto andiamo dicendo da mesi: il governo taglia sulla sicurezza dei cittadini. I reparti mobili erano appena equipaggiati, gli uffici territoriali non lo erano affatto. Non c’è scappato il morto solo per l’alta professionalità dei colleghi: 900 uomini impiegati venivano da fuori Roma, da tutti i reparti d’Italia”.