Adolfo Anibaldi, allenatore di baby calciatori arrestato: “Molestie nelle docce”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 settembre 2014 11:36 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2014 11:36
Adolfo Anibaldi, allenatore di baby calciatori arrestato: "Molestie nelle docce"

Adolfo Anibaldi, allenatore di baby calciatori arrestato: “Molestie nelle docce”

ROMA – Adolfo Anibaldi è l’allenatore di calcio arrestato il 25 settembre a Roma con l’accusa di abusi sessuali sui minori. “Ci molestava nelle docce”, hanno raccontato due delle vittime di Anibaldi, 50 anni, che è stato arrestato in flagranza di reato dopo 7 mesi di indagini da parte della Squadra Mobile. Poi ancora soldi e regali ai ragazzini tra i 13 e i 17 anni, di cui l’allenatore avrebbe prima conquistato la fiducia per poi commettere gli abusi.

Marco De Risi sul Messaggero scrive:

“La notizia è stata divulgata ieri ma i fatti risalgono allo scorso maggio. Gli inquirenti che hanno voluto indagare a fondo e fare in modo che gli elementi investigativi non fossero alterati in nessun modo hanno mantenuto il più stretto riserbo. Il risultato del loro lavoro apre uno scenario in cui l’accompagnatore dei giovani calciatori figura come una persona definita «pericolosa» dai poliziotti. Un personaggio «che può ripetere i suoi gravi comportamenti devianti» così come ha fatto in passato. Adolfo Anibaldi avrebbe cercato contatti sessuali con adolescenti anche in anni passati e ora gli uomini della Mobile stanno indagando anche sotto questo profilo”.

L’accusa, per Anibaldi, è di aver cercato di abusare di due ragazzi di 15 anni negli spogliatoi:

” Il primo episodio risale a febbraio quando un ragazzino si sfoga con i genitori e racconta che l’«accompagnatore entra sempre negli spogliatoi quando io e i miei compagni ci facciamo la doccia, e lui ha anche provato a toccarmi». La polizia blinda la denuncia. Non avverte nessuno del centro sportivo ma non smette un attimo di monitorare l’accompagnatore e gli ambienti che frequenta. E’ la scelta giusta. Proprio pedinandolo, gli agenti intervengono in tempo reale salvando un minorenne che stava per essere molestato da Adolfo Anibaldi”.

De Risi parla di “personalità pericolosa” di Anibaldi messa in evidenza durante le indagini:

“I due minori sono stati ascoltati in un’audizione protetta, assistiti da psicologi. Le vittime non hanno esitato a raccontare gli abusi da parte del dirigente accompagnatore. E sembra che anche lui, una volta messo alle strette da molti elementi trovati dagli investigatori, abbia parzialmente confessato. La scuola di calcio «De Rossi» ha una solida tradizione e ovviamente nessuno all’interno era al corrente dei comportamenti fuorilegge di Anibaldi. Gli investigatori non hanno avvertito dell’indagine nessuno, neanche il presidente della scuola sportiva. Ma con rapidità hanno isolato la ”mela marcia” anche a favore della professionalità del centro molto apprezzato per i suoi risultati sportivi. «Quell’uomo mi regalava le schede telefoniche, mi faceva altri regali – ha detto alla polizia una delle giovanissime vittime – Mi diceva che ero un futuro campione ma poi mi molestava dicendomi che questa cosa doveva rimanere come segreto fra me e lui. Quando ho visto la polizia per me è stata una liberazione»”.