Alberto Bonvicini in carcere. Accusa: “Violentò disabile psichica”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 febbraio 2015 13:05 | Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2015 13:05
Alberto Bonvicini in carcere. Accusa: "Violentò disabile psichica"

Luisa Bonello

SAVONA – Violenza sessuale di gruppo su una disabile psichica: è l’accusa nei confronti di Alberto Bonvicini, l’ispettore della polizia postale di Savona già in carcere con l’accusa di circonvenzione di incapace e omicidio colposo per la morte di Luisa Bonello, la dottoressa ligure di 53 anni che nel settembre del 2014 si tolse la vita con un colpo di pistola.

In quel caso Bonvicini era accusato di aver sottratto dei soldi alla Bonello approfittando della sua fragilità emotiva e di non aver avvisato le autorità competenti dello stato di salute della donna, incompatibili con la presenza di armi nella sua abitazione.

A queste accuse nei confronti di Bonvicini si era aggiunta anche quella di truffa ai danni dello Stato, perché all’ispettore sarebbero stati pagati straordinari dichiarati e mai fatti, e adesso anche quella di violenza sessuale di gruppo su disabile, appunto.

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Giovanni Ciolina sul Secolo XIX ci informa che insieme a Bonvicini è indagato Mario Di Buono, carrozziere di Savona, che però avrebbe avuto un ruolo secondario nella vicenda.

Scrive Ciolina:

“La vicenda risale all’agosto scorso, ma solo nei mesi scorsi, alla notizia dei guai giudiziari di Bonvicini, la donna si è decisa a rivolgersi alle forze di polizia per denunciare gli abusi sessuali.E quello che è seguito alla sua audizione è stata un’escalation di clamorose scoperte.

La giovane donna aveva allacciato una relazione sentimentale con il poliziotto che aveva conosciuto sui campi di calcio dove Bonvicini era di casa. E dopo i primi contatti ne era nata una relazione sessuale. Ma come era successo con Luisa Bonello e tutti gli altri casi, secondo quanto ricostruito dal pm, dietro a quella storia d’amore si nascondeva la richiesta di denaro che Bonvicini avanzava alle persone che frequentava. Non solo donne.

Purtroppo, però, in questa occasione, sempre secondo il castello accusatorio, la vicenda ha preso una piega inattesa e più pesante ancora. A più riprese Alberto Bonvicini avrebbe abusato della giovane madre coinvolgendo l’amico carrozziere che in cambio gli avrebbe ricambiato il favore aggiustando la macchina a lui e ad alcuni amici fidati”.