Alluvione a Genova: sorpresa di Celentano per ricordare le vittime

Pubblicato il 4 Dicembre 2011 9:01 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2011 18:04

GENOVA – Non poteva non esserci, lui che ha fatto dei temi dell’ambiente il suo personale pentagramma. Sorpresa-Celentano a Genova, che esce finalmente dal suo amato riserbo sollecitato da Beppe Grillo dopo un silenzio durato quasi 14 anni per venire qui al PalaCep Pianacci, estrema periferia di Genova, nella kermesse che mette insieme Celentano, Grillo, Paoli e Antonacci per una serata in favore delle vittime dell’alluvione del 4 novembre. Canta Celentano, e commuove tutti, con il Ragazzo della via Gluck, accompagnato dal pubblico.

Ci voleva tutta la scontrosa generosità di Celentano per arrivare fin quassù, testimonial carismatico di chi, a un mese dal fiume di fango che ha ucciso sei persone di cui 2 bambini, ha deciso di partecipare a una serata sotto il tendone di una periferia per aiutare chi ha perso tutto. ”Trova case su case, case e cemento, là dove c’era l’erba ora c’è una città” canta Celentano. La parabola della cementificazione e della natura derubata. Quello che in fondo è successo in Liguria dove la natura si è ripresa i suoi spazi, uccidendo e sfasciando tutto ciò che era stato costruito.

E’ stato Grillo a affascinare per primo gli oltre 1500 presenti sotto il tendone del PalaCep di Pianacci con la sua consueta, ferocissima dialettica accompagnata per un tratto dallo swing dei ‘Locomotive’. Grillo, che ha ricordato la Genova di quando era bambino (”davanti alla mia casa viveva il killer Donato Bilancia, ma la mia mamma mi diceva ‘Beppe, se fai tardi, fatti accompagnare da Donatino che sto più tranquilla”), che ha attaccato la Siae perchè per la serata di beneficenza ha preteso il 10% sui brani (”e io li ho mandati a fanculo perchè qui gli artisti sono venuti gratis”) ha poi introdotto don Gallo, il leader della comunità di san Benedetto al porto che a sua volta ha ‘salutato’ la Siae.

A Biagio Antonacci il compito di ‘aprire le danze’, scaldando i millecinque del tendone prima con un omaggio al celebre cantautore genovese Bruno Lauzi e offrendo i suoi brani piu’ noti come ‘se io, se lei’ e ‘Ma che vita è’. ”Questa non dev’essere beneficenza – ha detto Antonacci ai 1500 sotto il tendone – ma dev’essere solidarieta’. E lancio un appello a tutti gli artisti, che si mobilitino”.

Dopo Antonacci, Gino Paoli che ha battibeccato con Beppe Grillo prima di intonare le bellissime ‘Senza fine’ e ‘Sapore di sale’. Una standing ovation infine ha accolto Adriano Celentano: vestito di nero, è stato travolto dall’affetto dei ragazzi che per l’hanno acolto cantando ‘Il ragazzo della via Gluck’. Celentano si è commosso: non voleva cantare ma ”don Gallo fa il miracolo”. Così, prima accenna a un rock ‘n roll accompagnato dall’improbabile Grillo-pianista, poi canta lui ‘il ragazzo della via Gluck’.

(Foto LaPresse)