Andrea Pizzocolo, stuprò e uccise. Difesa: Ergastolo è vendetta contro maschio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Marzo 2015 19:25 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2015 19:25
Andrea Pizzocolo, stuprò e uccise. Difesa: Ergastolo è vendetta contro maschio

Andrea Pizzocolo, stuprò e uccise. Difesa: Ergastolo è vendetta contro maschio

VARESE – Ha ucciso una donna, Simona Lavinia Aiolaiei, in un motel. Poi ha abbandonato il corpo in un campo. Per l’accusa Andrea Pizzoccolo quella donna, una escort di 18 anni,  l’ha prima soffocata e poi l’ha violentata da morta, filmando il tutto. Per la difesa, che non contesta la ricostruzione,  Pizzocolo non merita l’ergastolo. E chiederlo sarebbe “una vendetta contro il maschio”.

Vincenzo Lepre, avvocato di Pizzoccolo, ha parlato in Aula per 4 ore cercando di smontare parte delle accuse. I pm, per il suo cliente hanno chiesto l’ergastolo e l’isolamento diurno per 18 mesi. Non nega Lepre che Pizzoccolo abbia ucciso e filmato il tutto. Ma secondo lui “era parzialmente incapace di intendere e volere a causa delle droghe che aveva assunto e non è stato capace di gestire un gioco pericoloso che entrambi volevano”.

Varese News cita una parte dell’arringa dell’avvocato destinata a far discutere. Secondo Lepre

«l’approccio vendicativoin funzione anti-maschi» nei confronti del suo assistito e anche le conclusioni della parte civile Tiziana Bertoli sottolineando «inaudita la decisione di quantificare la pena, in barba ad ogni regola deontologica». Contesta anche la scelta di chiedere l’ergastolo «una pena ormai considerata incivile in gran parte dei sistemi giudiziari avanzati» è un «ammazzare senza uccidere, una tortura che umilia la giustizia, una presunzione di chi pensa che una persona non possa cambiare mai»

Rivolgendosi agli uomini della giuria popolare ha sottolineato: «Siamo di fronte ad un morto di sesso femminile e si deve dare una lezione al maschio, attenti maschietti della giuria popolare». Critica fortemente la perizia del dottor Nicola Poloni giudicandola superficiale e schiacciata sulla tesi dell’accusa, basata su quanto dicono i medici del carcere che «non sono come i medici di un ospedale, con tutto il rispetto – dice – personalmente ho visto uscire due detenuti in orizzontale negli ultimi 16 mesi».