Angelo Antinoro, il “culattone” di La Russa: “Omofobi? Poco democratici”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Gennaio 2015 8:43 | Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2015 8:43
Angelo Antinoro, il "culattone" di La Russa: "Omofobi? Poco democratici"

Angelo Antinoro

MILANO – Gli hanno gridato “culattone” davanti a centinaia di persone, ad un convegno sulla famiglia “naturale” organizzato a Milano dalla Regione Lombardia. E a gridarglielo non sono stati dei giovani estremisti, ma un politico ed ex ministro come Ignazio La Russa. Eppure lui, il “culattone”, Angelo Antinoro, risponde così agli insulti: “Omofobi? Poco democratici”.

Angelo ha 22 anni, è di Palermo e studia giurisprudenza all’Università Bocconi, dove è rappresentante degli studenti nel consiglio nazionale, eletto in una lista “né di destra né di sinistra”, spiega ad Andrea Senesi del Corriere della Sera. 

Sabato è salito sul palco del convegno solo per fare delle domande. Ma è stato accolto dagli insulti e dai fischi.

“L’accusa è che lei volesse provocare per farsi pubblicità. A proposito, come è riuscito a entrare in quella sala blindatissima?
«Mi sono accreditato mandando una mail agli organizzatori. E sono andato lì presto per prendere posto. Tutto qui. Se non fossi riuscito a entrare sarei andato tranquillamente al presidio di protesta. Niente di premeditato. Tant’è vero che ho deciso all’ultimo di salire sul palco. Volevo solo capire se davvero si trattava di un convegno omofobo o no».

Era un convegno omofobo?
«Come faccio a saperlo se non mi hanno risposto? Era sicuramente un convegno antidemocratico, questo sì, visto come mi hanno trattato. In qualsiasi incontro o dibattito, soprattutto se svolto in un luogo istituzionale, si lascia la parola alle domande».

Ha ricevuto centinaia di messaggi di solidarietà sui social network. Qualche insulto?
«Zero. Ho fatto il conto invece dei messaggi di stima e di affetto: più di mille. Di persone – omosessuali, etero, trans, di sinistra, di destra, cattolici, atei – che mi dicevano la stessa cosa: non bisogna arrendersi davanti a chi ti vorrebbe mettere a tacere».

Tra i più agitati in sala c’era Ignazio La Russa, anche se l’ex ministro nega di averla insultata. Si aspetta delle scuse?
«Gli insulti mi scivolano via e le scuse sono un atto spontaneo. Non ha senso pretenderle».

In seconda fila c’era un prete accusato di pedofilia.
«So pochissimo di questa vicenda e non conosco le accuse a carico di questa persona. Ma se così fosse sarebbe, come minimo, un’incoerenza».

(…) E i suoi genitori cosa le hanno detto al telefono?
«Siamo orgogliosi di te. Ma sii prudente, per favore».