Arrestato Furio Fusco, fotografo di baby modelle: “Ci voleva nude, toccava…”

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Luglio 2014 12:28 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2014 12:29

baby-squillo-prostituzioneROMA – Un archivio di foto di ragazze nude, in pose sexy, alcune ai limiti della pornografia. O si dovrebbe dire pedopornografia, perché gli investigatori parlano di ragazze di 14, 15 anni.

Nate nel 1998, nel 1999. All’alba di martedì 8 luglio i carabinieri hanno arrestato a Roma Furio Fusco, un fotografo piuttosto noto nel mondo della moda e dello spettacolo. Le accuse sono pesanti: adescamento alla prostituzione minorile, produzione di materiale pedopornografico, tra le altre.

L’arresto è arrivato al termine di un’indagine basata anche su materiale raccolto nell’ambito di un’inchiesta giornalistica avviata da Repubblica alcuni mesi fa. I giornalisti hanno raccolto una serie di testimonianze di giovanissime aspiranti modelle e showgirl che pensavano di fare soldi grazie alle foto e alla moda. Ma, a sentire le ragazze e stando alle accuse formalizzate dal pm, Fusco non si sarebbe limitato alle foto senza una liberatoria dei genitori. Scrive Daniele Autieri, autore dell’inchiesta di Repubblica citando la testimonianza di una ragazzina:

“La maggior parte delle ragazze fotografate – ricostruisce – sono minorenni. Molte sono del ’98 o del ’99”. Quattordicenni in cerca successo, di una porta aperta su una passerella o di uno spazio su una rivista di moda. “Lui le tocca tutte – ricorda – tocca il seno e altro, con diverse scuse”. “E le ragazze cosa fanno?” domandiamo. “Le ragazze sono sole” si giustifica. Esperienze dure, spesso traumatiche, che le giovani raccontano con difficoltà. E che in nessun modo hanno condiviso con le loro famiglie. “I genitori non sanno nulla – rivela un’altra fonte”.

Le ragazze vengono contattate via Facebook, sono tutte liceali romane, si parla di almeno 50 minorenni, soprattutto dei quartieri Parioli, Trieste. Zone chic, le stesse frequentate dalle ormai celebri baby squillo dei Parioli.

“Lui tiene tutte queste foto in un hard disk”, racconta Elena. “Le foto presenti sul sito – spiega – sono pochissime rispetto a quelle che fa”. Un archivio che il fotografo delle minorenni utilizza anche per convincere nuove ragazze a superare il muro del pudore. “Mi ha mostrato tantissime foto – rivela un’altra testimone – e mi ha detto: guarda quante ragazze le fanno, anche la tua amica ha fatto foto così”. Resta adesso il sospetto su quale sia l’utilizzo finale di questo database che nulla ha a che fare con la promozione delle ragazze nel mondo della moda. E il confine tra produzione, collezionismo e distribuzione di materiale pedopornografico è veramente sottile. Un confine che proprio in questi giorni sarà analizzato dagli uomini della IV Sezione del Nucleo, guidati dal capitano Tiziano Testarmata, che hanno sequestrato tutti i supporti elettronici sia in casa che nell’agenzia e sono già da ore al lavoro sui computer di Fusco.