“Assaggiatore” di prostitute: il pm del processo Ruby 2 evoca un mestiere antico

Pubblicato il 1 Giugno 2013 12:24 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2015 14:15

Assaggiatore di donne. Ma dove l’ha presa una espressione del genere il pm Antonio Sangermano del processo Ruby 2?

Antonio Sangermano ha descritto Emilio Fede e Lele Mora

“come ‘‘due sodali’‘ che ”saggiavano la gradevolezza delle ragazze, facevano l’esamino per vedere se avevano anche una capacità socio-relazionale e poi le immettevano nel circuito delle serate ad Arcore, un circuito a cui non è sfuggita nemmeno Ruby”.

Naturalmente per conto e a beneficio

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dello utilizzatore finale, Silvio Berlusconi.

I più avranno pensato a una espressione colorita di un pubblico accusatore infervorato e creativo.

I più malvagi avranno pensato a un nuovo profilo professionale, quello degli “assaggiatori di donne”, appunto, da inserire nelle categorie delle ricerche di personale, magari con la precisazione: “Specificare caratteristiche”.

I più vecchi ricorderanno che ai tempi delle case chiuse, gli adolescenti under 18, che non avevano accesso a quei templi del piacere, favoleggiavano e sognavano di diventare “collaudatori“. Mestieri antichi, forse risalenti ai lupanari romani e chissà anche babilonesi.

C’è però anche un recente riferimento di cronaca, il caso di Jaime Rascone, un ex dj che in Cile è stato assunto proprio come collaudatore da un bordello per Vip di Santiago, paese civile dove la prostituzione è legale.

Può essere un’idea per Mora e Fede (che peraltro respinge sdegnato l’accusa) e forse anche per Berlusconi: lì non gli avrebbero fatto nulla.