Baby squillo dei Parioli, un’amica racconta: “Ci sono altre ragazze”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Giugno 2014 20:24 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2015 12:23
L'appartamento dei Parioli

L’appartamento dei Parioli

ROMA – Le baby squillo dei Parioli viste da una compagna di scuola. Affamate di soldi, ma anche generose, tatuaggi con le frasi di Mussolini e vestiti nuovi ogni giorno. Ragazze voraci eppure benestanti, senza particolari problemi economici. Il sesso come esercizio di potere, come mezzo. Lo racconta un’amica delle due ragazzine che hanno fatto scoppiare l’inchiesta romana lo scorso ottobre, intervistata da Repubblica. Che dice: “Non sono le sole, ci sono altre ragazze”.

Amici, passioni, abitudini, vizi. Una compagna di scuola di una delle due ragazze rivela particolari di vita rimasti finora sconosciuti. Dettagli e riferimenti determinanti per chiarire cosa ha alimentato la sfrenata voglia di denaro che ha portato due minorenni alla decisione estrema di prostituirsi.
Quando è iniziata la vicenda delle due ragazze dei Parioli?
“Jenny, la più grande, ha iniziato a maggio dell’anno scorso. Lalla, un paio di mesi dopo, verso luglio”.
Come avvenivano questi incontri?
“All’inizio erano saltuari, una volta ogni tanto. In macchina o a casa dei clienti?”.
E la casa dei Parioli?
“Quella è arrivata quasi alla fine della storia, tra settembre e ottobre. Quando hanno cominciato a fare i soldi veri”.
Voi compagni e amici avevate capito qualcosa?
“Diciamo che quando è uscita la notizia tutti sapevano che erano loro due”.
Qual era il loro giro?
“Lalla aveva fatto la ragazza immagine per alcune serate, poi aveva smesso. Jenny era un po’ una testa calda, litigava spesso con la madre. Era anche vicina agli ambienti della destra estrema. Aveva frequentato un ragazzo del Blocco Studentesco. E aveva tutti tatuaggi con le frasi del fascismo”.
I soldi voi li avete percepiti?
“Tutti vedevano che erano piene di soldi. Andavano ogni giorno a comprarsi un vestito nuovo. Poi serate nei locali e tanta cocaina”.
Quando è stato il punto di svolta…
“A luglio. Sono andate a Ponza con gli altri. Un mio amico è entrato in camera loro e mi ha raccontato che c’era lo schifo”.
La madre della più piccola sapeva e la spingeva…
“Preferisco non parlare di lei. Dico solo che era una donna molto chiacchierata. Già da prima”.
Perché lo hanno fatto?
“Soldi. La voglia di essere indipendenti. È tutto sballato. Ci sono ragazze che accettano di avere rapporti sessuali per avere più mi piace su Facebook. Siamo a questo punto”.
Che vuol dire? Che non sono sole?
“Sicuramente no. Ci sono altre ragazze. Gente di buona famiglia, ragazze che non hanno bisogno di nulla. Magari un giorno si parlerà pure di loro”.