Baby squillo Ladispoli, giro si allarga. Carabinieri cercano gli sfruttatori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Maggio 2014 14:48 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2014 14:48
Baby squillo Ladispoli, giro si allarga. Carabinieri cercano gli sfruttatori

Baby squillo Ladispoli, giro si allarga. Carabinieri cercano gli sfruttatori

ROMA – Erano solo tre le baby prostitute di Ladispoli che, a soli 15 – 16 anni di età, alla scuola preferivano il marciapiede virtuale di Facebook o altre studentesse erano entrate nel giro? Erano iniziative individuali di ragazze sbandate o desiderose di facili guadagni o dietro di loro tiravano i fili abili burattinai adulti che le sfruttavano?

Queste sono le domande che sono il tema principale delle fitte chiacchiere nell’intervallo fra le lezioni fra i 250 studenti e anche dei loro insegnanti della scuola di Ladispoli frequentata dalle baby prostitute.

Sono anche gli interrogativi che si pongono i Carabinieri di Ladispoli e la Procura della Repubblica di Roma che stanno indagando sulla scabrosa vicenda.

Secondo Emanuele Rossi del Messaggero

“l’impressione è che ci possano essere altre ragazze giovani, sempre di quell’età, coinvolte. Il giro pare destinato ad allargarsi. E si dovrà stabilire se dentro ci siano finite solo minorenni con alle spalle famiglie completamente disgregate o comunque deboli o anche loro coetanee che venderebbero il proprio corpo magari per emulazione”.

Intanto i Carabinieri, che stanno ricostruendo da settimane gli spostamenti dei clienti e delle baby prostitute di Ladispoli, hanno messo assieme importanti tasselli. I clienti, agganciati via Facebook su cui si erano costruite profili di fantasia,

“li incontravano nel piazzale della stazione ferroviaria di Ladispoli e poi da lì si spostavano: parchi, spiagge, camere d’albergo. Salivano in macchina di uomini tanto più grandi e via, verso il Bosco di Palo Laziale, sulla sabbia di Torre Flavia o in hotel. Qualcuno, tra i compagni, ha visto più volte una di loro in compagnia di un quarantenne”.

Mentre la Procura della Repubblica di Roma si appresta a interrogare i clienti già identificati, l’interrogativo al centro del lavoro degli investigatori è se

“il giro delle baby prostitute, tutte e tre tra i 15 e i 16 anni, sia stato manovrato da adulti, forse un’organizzazione ramificata nel territorio. Proprio in queste ore gli investigatori starebbero valutando soprattutto la posizione di quattro o cinque persone. In particolare, un quarantenne che è stato incontrato spesso con una delle ragazzine coinvolte nel caso. E sulla frequentazione dell’uomo di mezza età con la sedicenne ci sarebbe anche la testimonianza di uno dei compagni di scuola che li avrebbe visti insieme in più di un’occasione”.

Emanuele Rossi ha sentito alcuni compagni di scuola delle giovanissime prostitute:

“Spesso con altri conoscenti incontravamo la nostra amica fuori dai cancelli della scuola o anche di sera con un tizio che avrà una quarantina d’anni. Quest’uomo ci è parso sin da subito una persona molto strana”.

“Noi sospettavamo che fossero proprio le nostre compagne, che le insegnanti e le responsabili dell’istituto sgridavano per come venivano vestite in classe. Temiamo che possa accadere loro qualcosa di brutto. Una si trova ancora a scuola con noi ma è quasi sempre assente. Un’altra non ha più messo piede in classe da circa due mesi: non sappiamo se sia stata allontanata dalla dirigenza al termine dell’ennesimo litigio”.