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Baby squillo Ventimiglia: da Bakecaincontri a foto hard su Whatsapp. Per i vestiti

Baby squillo Ventimiglia: da Bakecaincontri a foto hard su Whatsapp. Per i vestitiVENTIMIGLIA (IMPERIA) – Ventimiglia, Giulia e Mary (nomi di fantasia inventati dal Corriere della Sera) si prostituivano a 14 e 15 anni perché “volevano i soldi per comprarsi i vestiti“. Motivazione banale, d’altronde “hanno copiato le baby squillo dei Parioli” (parole loro). E cosa si sono comprate con quei soldi? Andrea Pasqualetto sul Corriere lo dice: “Una un paio di pantaloni, un piercing e una maglia”. L’altra “un paio di pantaloni, un paio di stivali, un maglione”. I canali di prostituzione erano due: annuncio per incontri hot sul sito bakecaincontri e foto da nude inviate su Whatsapp per farsi ricaricare il telefonino.

Pasqualetto racconta come è iniziato tutto, attraverso le parole delle ragazze:

“Abbiamo deciso di mettere un’inserzione intitolata baby squillo: “Siamo due ragazze, abbiamo 18 anni, facciamo sesso a pagamento…”. E per essere più convincenti inserivano il lato b di Mary in perizoma».

Le due poi raccontano come si sono svolti i primi 2 appuntamenti. Scrive Pasqualetto:

Si presenta un trentacinquenne, fa l’elettricista, il suo nome è Fabio. Viso pulito, parlata schietta: «Come mai avete deciso di fare le prostitute?», chiede notando che si tratta di due ragazzine senza esperienza. Finiscono nella sua macchina, una sul lato del passeggero, l’altra sul sedile posteriore. Si fanno pagare, poi si alternano nel rapporto sessuale non protetto, lui chiede sempre di più, loro frenano «perché ci faceva schifo».

Il giorno dopo, altro appuntamento con il «nostro secondo cliente». Si trovano nel parcheggio coperto di un supermercato, dove incontrano un ragazzo che dice di avere 24 anni, contattato sempre attraverso bakekaincontri. Anche lui ha un viso pulito e non bada all’età di chi ha di fronte. Mary e Giulia qui alzano decisamente il tiro: 200 a testa. Le porterà in un monolocale e di euro ne pagherà 50.

L’ultimo cliente è stato quello che si è rifiutato di farle salire in macchina ed è poi andato a denunciare tutto alla Polizia.

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