Bavagli e pompini, grillini esagerati, ma un po’ di ragione…

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 30 gennaio 2014 13:32 | Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2014 16:23
Deputati M5s e Fratelli d'Italia occupano i banchi del governo dopo la "tagliola" della Boldrini

Deputati M5s e Fratelli d’Italia occupano i banchi del governo dopo la “tagliola” della Boldrini (foto Ansa)

ROMA – “La democrazia è morta” gridavano ieri i grillini. “Di certo non sta bene”, gli risponde oggi Mattia Feltri su La Stampa. Morta o morente che sia, la democrazia parlamentare è stata letteralmente presa a schiaffi in quello che sarebbe il suo tempio: appunto il Parlamento. Presa a schiaffi, a sputi, insultata, calpestata e violata. Scegliete voi l’aggettivo che preferite, magari pescandolo dal bestiario che ieri si è manifestato a Montecitorio, tanto la sostanza non cambia. Dalle intemperanze dei grillini e anche un po’ dal comportamento e dalle scelte di Laura Boldrini.

“I 5 Stelle – scrive Mattia Feltri – hanno occupato alcune commissioni, fra cui la commissione Giustizia e Massimo De Rosa (deputato pentastellato) avrebbe detto ad Alessandra Moretti e alle sue compagne: ‘Siete qui soltanto perché fate pompini’”. Ultimo e solo ultimo passaggio di una giornata, e soprattutto una serata, in cui il Parlamento e specialmente i cittadini grillini hanno mostrato il peggio.

La giornata era cominciata già male, con l’atteso ostruzionismo messo in piedi dai 5 Stelle per opporsi al decreto Imu-Bankitalia. Perché Imu e Bankitalia insieme, che “ci azzeccano”? Domanda legittima ma immemore del fatto non lontanissimo per cui l’Imu 2013 non si è pagata anche perché le banche hanno tirato fuori una miliardata abbondante di tasse in più goiustificata dalla rivalutazione del valore delle loro quote in Bankitalia appunto. Capito perché insieme? Quando qualche mese fa la copertura della cancellazione dell’Imu 2013 (prima e seconda rata tranne il conguaglio tra lo scandaloso e ridicolo della mini Imu) fu indicata e trovata anche grazie a più tasse sulle banche nessuno fece un fiato. Men che mai M5S. Allora non conveniva, non tirava dalla parte giusta del pelo della pubblica opinione tutta favorevole a non pagare l’Imu. Poi, passata la festa gabbato lo santo e il decreto Imu-Bankitalia diventa niente meno quello che “privatizza Bankitalia”.

Clima teso e aria nervosa allora ma, per quanto opinabile, l’ostruzionismo parlamentare della democrazia fa parte. Come della democrazia fa parte la decisione della presidente della Camera Laura Boldrini di ricorrere alla “tagliola” per porre fine al suddetto ostruzionismo. L’ostruzionismo serve infatti per ritardare, per dare e trovare il tempo di mostrare che le minoranze hanno altre proposte e per svelare ogni discutibile aspetto delle proposte della maggioranza. Ma ovunque e sempre, in democrazia appunto, l’ostruzionismo ha un limite temporale, altrimenti si trasforma nel suo contrario. Non strumento di controllo della maggioranza ma strumento di annullamento della maggioranza.

Se un decreto non si può votare prima della scadenza perché una minoranza lo impedisce con l’ostruzionismo, finisce che la minoranza impedisce alla maggioranza di essere quel che è, appunto maggioranza. E questa proprio democrazia non è. Anzi è il percorso, con cui il vittimismo politico del cartello di protesta comincia ad impugnare soprattutto il bastone, la via che porta a teorizzare e gridare che la maggioranza non è vero popolo, la strada che porta le minoranze dalla difesa di se stesse al vittimismo squadrista. 

Ma i grillini, che di democrazia parlano spesso ma non sempre la praticano, dopo il risultato del voto e da quanto accaduto in Aula, hanno gettato via con troppa facilità e naturalezza non il senso delle istituzioni, ma la nozione di essere tra diversi e ostili politicamente ma tutti egualmente legittimati dalla volontà popolare. “Imbavagliati, a circondare i banche del governo, alcuni in piedi sui banchi…innalzando cartelli con sopra scritto corrotti…”. La cronaca di Feltri racconta come l’azione e reazione grillina parta e poggi su un presupposto: gli altri in Parlamento, tutti gli altri, appartengono ad una specie non legittimata, da spazzar via. I bavagli con cui si sono mascherati in aula per denunciare il silenzio loro imposto (dopo giorni di libero dibattito) e le prestazioni sessuali orali che sole legittimano la presenza in parlamento delle donne deputate degli altri partiti sono stati uno srtrumento un po’ eccessivo, ma sintomo di un disagio che sale dal Paese.

Ora, dare tutta la colpa ai 5 Stelle e solo a loro sarebbe ingiusto. Certo se si dovesse indicare un responsabile unico per i fattacci di ieri non potrebbe che essere il Movimento di Grillo ma, va detto, anche gli altri gruppi parlamentari non si sono tirati indietro dal partecipare allo show. Tra il ridicolo e il patetico l’intonare Bella Ciao o Fratelli d’Italia, tra l’ipocrita e il furbesco menare un po’ le mani nella rissa generale e poi nascondere la mano. Di gentiluomini il Parlamento è scarso, di clown abbonda. In tutti i gruppi parlamentari, chi più chi meno.

Non è che ad M5S siano i più “maleducati” e neanche i più maneschi. È, drammaticamente è, che sono convinti di essere loro e solo loro la legge e la verità. “Ai grillini non piace il decreto Imu-Bankitalia – scrive Francesco Merlo su Repubblica -. Dicono che questo decreto, che infine ieri è stato approvato, privatizza la Banca d’Italia e hanno tutto il diritto di sostenerlo e persino di crederlo anche se non è vero”.

Purtroppo Merlo è un fine scritto re e un raffinato umorista, ma sulla Banca d’Italia è stata fatta una porcata e i grillini hanno ragione. Prosegue Merlo:

“Ed è anche lecito protestare per un simbolo violato come se da quella violazione dipendessero i destini del paese senza neppure tenere conto che, facendo saltare quel decreto, si sarebbe, per usare il linguaggio grillino, affamata di più l’Italia, perché sarebbe stata ripristinata l’odiosa Imu, la tassa sulla casa. Ebbene, l’ostruzionismo in Parlamento c’è sempre stato ed è una pratica nobile.

È nato in Inghilterra dove si chiama filibustering e in Italia i radicali ne hanno fatto un’arma splendida in difesa dello Stato di diritto e delle istituzioni. Solo con i grillini è diventato violenza da angiporto, con scene da parlamento libico o balcanico, una furia feroce che alla fine ha coinvolto tutti, anche quelli del Pd che hanno stonato ‘Bella Ciao’, opponendo rumore a rumore, strepito a strepito. I più felici di esserci erano quelli di Fratelli d’Italia che sono maneschi per storia e per antropologia.

Per la verità avrebbe fatto bene la Boldrini ad applicare subito quel regolamento che i grillini, dopo un anno di lavoro parlamentare, continuano a non conoscere. Insomma la presidente ha stabilito i tempi degli interventi, ma ha commesso l’errore tattico di farlo troppo tardi, di azionare cioè la cosiddetta ghigliottina, lo strumento regolamentare che permette di recidere l’ostruzionismo, quando i grillini avevano già avuto tutto il tempo possibile per alimentare la loro violenza che è infatti andata aumentando di seduta in seduta.

La Boldrini sino a ieri aveva fatto la maestrina a volte arcigna e non molto furba, altre volte che sembrava comprendere le ragioni dei ragazzi, e forse perché protestavano anche quelli di Vendola nelle cui liste lei si era candidata. Ma la cosa più inquietante è che i grillini sinceramente pensano che fissare dei limiti ‘è mafia’ come ha detto Manlio Di Stefano, un altro ‘volto pulito’, un altro ragazzo della porta accanto, un altro illuminato del web che ieri sera strepitava, spintonava, scalciava, al ritmo di ‘corrotti corrotti’. (…) Di Stefano sembrava una riedizione del vecchio missino Paolone e di Bontempo er pecora, di quelli insomma che menavano le mani perché era l’unico modo che avevano di averla vinta. E ieri c’era pure la sguaiataggine della violenza collettiva, la complicità di banda: ‘d’ora in poi è guerra vera, non vi daremo più pace né tregua. Oggi è l’inizio della vostra fine’.

Queste frasi, che sono le stesse dei forconi e dei black bloc, le ha pronunziate un giovanotto con l’aria per bene, ingegnere informatico di professione, madre insegnante e padre dirigente d’azienda. E hanno occupato l’aula e le stanze delle commissioni non simbolicamente come facevano i radicali di Pannella, ma urlando, spingendo, insultando, sputando persino, e mandando in infermeria i commessi di Montecitorio che sono la risorsa istituzionale contro il disordine e le intemperanze, in genere solo verbali. Ecco: quei commessi feriti sono il Parlamento ferito”.

Per queste frasi Merlo si è beccato la scomunica ufficiale da parte di Grillo e M5s. Come volevasi dimostrare. E, come ha rivendicato in aula il M5S Angelo Tofalo, “Boia chi molla e M5S non molla”. Non sa quel che dice? Sa quel che fa.