Boko Haram, stuprate centinaia di donne e bambine rapite in Nigeria

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Maggio 2015 14:06 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2015 14:07
Boko Haram, stuprate centinaia di donne e bambine rapite in Nigeria

Boko Haram, stuprate centinaia di donne e bambine rapite in Nigeria

ABUJA – Rapite, poi stuprate, ripetutamente, anche in gruppo, costrette a sposarsi e persino addestrate a combattere. E’ la nuova strategia dei jihadisti di Boko Haram per dominare le popolazioni locali e creare una nuova generazione di combattenti. Secondo le autorità nigeriane centinaia di donne e bambine rapite in Nigeria sono state vittime di violenze sessuali.

Nelle ultime settimane i terroristi hanno perso parte del controllo dei territori nel Nord del paese e molte ragazze tenute in ostaggio sono state liberate. Diverse di loro, intervistate, hanno detto di essere state rinchiuse per giorni in grossi stanzoni e poi violentate da più miliziani, con l’intento di metterle incinta. E molte di loro lo sono, altre hanno scoperto di avere l’hiv.

I miliziani li chiamano “marriage” (matrimoni), eufemismo per la violenze sessuali perpetrate anche quando le unioni sono suggellate da un sacro vincolo. Entrano negli stanzoni, scelgono la loro “sposa” e poi prima di abusarne pregano affinché da quel vile atto possa nascere un nuovo figlio di Boko Haram.

In un rapporto di Amnesty International, pubblicato in occasione del primo anniversario dal rapimento delle ragazze della scuola di Chibok, si parla di stupro come arma. In 90 pagine è descritta la barbarie dei terroristi nigeriani, innumerevoli crimini contro l’umanità, uomini e bambini arruolati con la forza e donne violentate e addestrate a combattere a volte contro i loro stessi villaggi. Il rapporto si basa su quasi 200 testimonianze oculari, di cui 28 sono donne e bambine riuscite a fuggire dai loro sequestratori.

Adam Nossiter in un lunghissimo articolo apparso sul New York Times, raccoglie alcune delle testimonianze. Non è noto quante donne Boko Haram abbia rapito nella sua rivolta che dura da sei anni. Dal 2014 se ne contano almeno 2000