Bunga bunga, escort e lingam: la sessocrazia all’epoca di Berlusconi

Pubblicato il 25 Novembre 2010 9:27 | Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2015 14:50

Sculture del sacro lingam indù

Bunga bunga ed escort, ma in principio fu semplicemente il lingam. Il sacro fallo degli induisti, venerato come simbolo del dio Shiva nelle regioni dell’Indo, presso il Tevere o in riva al Po diventa il venerato attributo del semi-dio berlusconiano per le sue adepte.

Le vestali, in questo caso, sono il trio ministeriale Mara Carfagna, Michela Vittoria Brambilla e Maria Stella Gelmini. Si mormora che nelle intercettazioni hard dell’estate 2008, mai uscite, le tre ministre parlassero delle funzionalità del sacro lingam berlusconiano.

Certo tutto è lasciato al “si dice”. Il testo di quelle intercettazioni non si è ancora potuto vedere. Ma dopo quella velata minaccia fatta dal leader e premier, “Mara? Non le conviene andarsene…”, riferito alla ribelle Carfagna, il fantasma di quelle conversazioni è riapparso.

E tra adorazione del lingam e sesso orale, il passo, si sa, è breve. Sempre dalle parti di Dehli fu scritto il Kama Sutra, che di questo legame narrava con dovizia di particolari. Le venerazione del membro sessuale raggiunge poi il suo apice nella sottomissione, letterale, praticata nella fellatio.

Condannata dal cattolicesimo sin dal Medioevo, ma cantata sin dall’epoca greca e romana, descritta nei versi di Catullo e nelle anfore attiche, la pratica ha avuto la sua teoria con la psicanalisi del XX secolo. Che l’ha eletta ad atto supremo di sottomissione.

Ne sa qualcosa l’ex stagista Monica Lewinsky, salita alle ribalte della cronaca e finita poi in un tribunale per la sua relazione con l’allora presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. Una relazione fatta più che altro di incontri sessuali nella stanza orale, pardon, ovale, della Casa Bianca. Incontri senza mai avere rapporti sessuali completi, ma in cui l’adorazione del mentore-capo finiva inevitabilmente nella pratica della fellatio, o pompino, che dir si voglia.

E se quello di Monica è il solo caso finito negli annuari, di certo non è l’unico capitato nelle sale del potere. Ma le prove finiscono qui.
Non ci sono abiti blu con il seme del leader a concretizzare l’ipotesi di un nuovo sexgate nostrano.

Solo voci, di un sacro lingam.