Candelora a Montevergine: “femminielli” in festa in onore della dea Cibele

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 febbraio 2014 10:23 | Ultimo aggiornamento: 9 marzo 2015 17:32
Candelora a Montevergine: femminielli in festa in onore della dea Cibele

Candelora a Montevergine: femminielli in festa in onore della dea Cibele (foto Lapresse)

MONTEVERGINE (AVELLINO) – Gay, lesbiche, bisessuali e transgender si ritrovano al Santuario di Montevergine, vicino Avellino, per festeggiare la Candelora. Si tratta di un appuntamento fisso per la comunità lgbt campana, che onora così la dea Cibele con la tradizionale processione dei femminielli (termine che in dialetto napoletano indica gli omosessuali).

Irpinia News spiega le ragioni storiche dell’evento:

Secondo la leggenda fu proprio lei, nel 1256, a salvare due giovani omosessuali che, in seguito allo scandalo provocato dalla loro relazione, erano stati legati a un albero e abbandonati a morire di stenti sulla montagna. Il miracolo fu visto come un segno di tolleranza soprannaturale e da allora i femminielli divennero devotissimi della Madonna di Montevergine.

Molti secoli prima di Cristo a salire quassù erano i Coribanti, i preti eunuchi di Cibele, la grande madre nera, simbolo femminile della natura. Il suo tempio sorgeva proprio dove adesso c’è il santuario mariano. I sacerdoti si eviravano ritualmente per offrire il loro sesso in dono alla dea e rinascere con una nuova identità. Si vestivano da donne con sete gialle, arancione, rosa e altri colori sgargianti.

Si truccavano pesantemente gli occhi e attraversavano in gruppo le città suscitando un misto di curiosità morbosa e di scandalo, anche per il loro erotismo esibito e la sfrontatezza delle loro provocazioni sessuali. Insomma queste processioni orgiastiche a base di canti, balli e suoni di tamburo erano in qualche modo i Gay Pride dell’antichità.