Ched Evans, calciatore e stupratore. Pena scontata vuole tornare in campo ma…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 novembre 2014 20:46 | Ultimo aggiornamento: 12 novembre 2014 20:46
Ched Evans, calciatore e stupratore. Pena scontata vuole tornare in campo ma...

Ched Evans, calciatore e stupratore. Pena scontata vuole tornare in campo ma…

LONDRA –  Calciatore e stupratore condannato. Ched Evans, attaccante della squadra inglese del Southend con qualche presenza nella nazionale del Galles, ha scontato la sua pena e vuole tornare in campo. Ma l’Inghilterra, e i tifosi del Southend in particolare, non sembrano volerne sapere.

Evans, quando aveva 24 anni fu processato e condannato per aver stuprato una ragazza di 19 in un albergo. Lui, prima e dopo il processo si è sempre difeso dicendo che quel rapporto sessuale c’era stato ma con il consenso di lei. I giudici non gli hanno creduto e Evans è finito in cella con una condanna a cinque anni. Che, però, sono diventati due e mezzo: così Ched Evans è tornato un uomo libero che ha scontato la sua pena.

Il problema nasce qua. Perché Evans, oltre a ripetere di non essere uno stupratore, ora vuole tornare a fare quello che faceva prima. Cioè il calciatore. Nella sua ex squadra o in un’altra. E la sua richiesta di tornare nel Sheffield ha scatenato la protesta. Nel giro di pochi giorni una petizione online che chiedeva allo Sheffield di non riprenderlo è stata firmata da 157mila persone. E il club sembrava aver ricevuto forte e chiaro il messaggio. Sembrava vista anche la decisione di proibire la vendita di magliette con il suo nome perché “Evans non è un nostro giocatore”.

Poi, però, c’è stato un piccolo cambio di rotta. La Federazione inglese ha fatto pressione e a Evans il club ha permesso di allenarsi nelle strutture del club. Ufficialmente per riprendere la forma e trovarsi un ingaggio. Apriti cielo. La “madrina” del club e presentatrice tv  Charlie Webster ha lasciato il suo ruolo al club: si era impegnato a farlo e l’ha mantenuto. E molti tifosi del club annunciano proteste come il non vedere più partite della squadra.

La questione è delicata. Perché se Evans è uno stupratore condannato, Evans è anche uno che ha scontato la sua pena e chiede di ricominciare a fare il suo lavoro. Lavoro di certo non a rischio dal punto di vista del suo precedente.