Notte con escort per due Porsche Cayenne. Concessionario nei guai in Germania

di Francesca Cavaliere
Pubblicato il 3 Aprile 2014 6:48 | Ultimo aggiornamento: 3 Aprile 2014 8:21

Notte con escort per due Porsche Cayenne. Concessionario nei guai in GermaniaAMBURGO- Il capo di una concessionaria di automobili della Westfalia, una regione della Germania, avrebbe usato una particolare strategia pubblicitaria per incoraggiare i suoi clienti più facoltosi: a chi avesse comprato due Porsche Cayenne  sarebbe stata regalata una notte con una donna fornita da una agenzia  di escort chiamata anch’essa Cayenne non si sa se per scelta o per coincidenza.

Secondo il giornale tedesco Sueddeutsche.de che ha riportato la notizia, il dettaglio è venuto alla luce da poco al tribunale di Amburgo.

La casa automobilistica tedesca Porsche infatti, per timore di rovinarsi la reputazione, nel novembre dello scorso anno ha fatto causa all’agenzia di accompagnatrici e pare proprio per via del nome che si è data.

L’avvocato dell’agenzia di escort Anja Neubauer ha fatto presente che nel febbraio 2012 sarebbe stato il capo della concessionaria Porsche a contattare tramite Facebook  la titolare del servizio di escort.

I due si sarebbero poi incontrati nell’autosalone dove il titolare della concessionaria avrebbe parlato della sua strategia pubblicitaria – utilizzare le donne dell’agenzia per “accompagnare” i suoi clienti facoltosi – e avrebbe anche raccontato di una sua precedente collaborazione con un bordello finita però in lite.

Secondo l’avvocato dell’agenzia di escort, che per la conversazione avvenuta tra i due protagonisti della vicenda ha un testimone che avrebbe già fatto una dichiarazione giurata davanti al giudice, la sua cliente avrebbe rifiutato l’affare per motivi di sicurezza.

Non era previsto infatti che alla titolare dell’agenzia venissero comunicati ne’ nomi ne’ indirizzi dei clienti che avessero accettato l’omaggio: il capo della concessionaria Porsche voleva che tutto si svolgesse con la massima discrezione.

Ancora, a garanzia dell’anonimato, a pagare sarebbe stata naturalmente la concessionaria, la sola a dover comparire come cliente.

Secondo quanto riporta la Sueddeutsche.de,  il capo della concessionaria Porsche nega eventuali relazioni con l’agenzia di escort Cayenne, “Non ci sono, ne’ mai ci sono stati rapporti di affari”, e rimanda al proprio avvocato che, interpellato sulla questione, ha però evitato di fare commenti.

Non resta che aspettare la sentenza del tribunale regionale di Amburgo che è attesa per il prossimo 10 aprile e vedremo se il concessionario ha sposato la linea del gruppo automobilistico che rappresenta.

La Volkswagen-Porsche Group, infatti, ha voluto partecipare a una campagna di Alice Schwarzer, giornalista, scrittrice e femminista tedesca, per l’abolizione della prostituzione.