Confessioni di una dominatrice. Quanto costa farsi sodomizzare, le richieste…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 novembre 2014 17:17 | Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2014 17:17
Confessioni di una dominatrice. Quanto costa, le richieste...

Confessioni di una dominatrice. Quanto costa, le richieste…

ROMA – Confessioni di una dominatrice: “Farsi sodomizzare costa 220 dollari l’ora, non ci si tocca per niente ed è vietato denudarsi. L’unica penetrazione è con un vibratore. Il piacere? E’ molto raro, è lavoro”.

Ecco l’intervista (anonima) su The Stylecon:

Per “bad date” noi del settore intendiamo un pessimo cliente. Ne facciamo una lista e la facciamo girare in via informale tra le colleghe, per la nostra sicurezza. Se qualcuno è uno stupratore, un violento, un assassino, o se dà assegni falsi, possiamo consultare l’elenco, che a volte è on line. Personalmente non batto in strada, sono una dominatrice e quindi meno esposta a questo tipo di esperienze. Ma anche nel “centro massaggi particolari” in cui lavoro abbiamo un espediente simile: quando il cliente chiama, scorriamo il nome sul sistema e leggiamo i dettagli dei suoi appuntamenti passati. Il problema si pone solo se il cliente è nuovo.

Un buon cliente è quello che rispetta i limiti che gli dai e quello con cui scatta un’alchimia, chiede prima di toccare e si ferma se dici no. E poi ti allunga una mancia fra i 40 e i 100 dollari. Un pessimo cliente tocca senza chiedere, fa troppe domande e, in genere, ha un’energia negativa, si percepisce che è strano. Molti si presentano ubriachi, oppure non riescono ad avere un’erezione. In quel caso li mando via, perché farglielo indurire non dipende da me: hanno bevuto troppo alcol o preso troppa cocaina.

Le richieste possono essere particolari, riguardano i vestiti che devi indossare, la musica che devi mettere, il tipo di luci da usare. Un buon cliente ha chiaro in mente che paga per un servizio, come al bancone di un bar: dai e ti sarà dato. Un pessimo cliente ti chiede il numero di telefono o un appuntamento fuori dal lavoro.

Un cliente, in genere, non è contento dell’appuntamento quando le sue aspettative sono troppo alte. Alcuni uomini non amano il lavoro robotico, la sensazione di trovarsi in una fabbrica di seghe. Vogliono sentirti coinvolta, vogliono sentirsi unici. Non sempre riesci a farlo. Per la verità il piacere è molto raro, dal mio punto di vista, perché non considero questo un incontro sessuale. E’ lavoro.