Crocifissa nuda a Firenze: altre 6 donne stuprate e legate con nastro della Asl

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Maggio 2014 10:19 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2014 10:19
Crocifissa nuda a Firenze: altre 6 donne stuprate e legate con nastro della Asl

Crocifissa nuda a Firenze: altre 6 donne stuprate e legate con nastro della Asl (Foto LaPresse)

FIRENZE – Spogliate, violentate e legate con il nastro adesivo da pacchi. Sempre lo stesso nastro, della Asl di Careggi. Sei sono le vittime accertate dai carabinieri a Firenze, sotto al cavalcavia dove il 5 maggio è stato trovato il cadavere di Andrea Cristina Zamfir torturata, stuprata e crocifissa. I suoi abiti sono stati trovati a un chilometro dal luogo dell’omicidio e il terrore di un serial killer aleggia a Firenze, dove sotto lo stesso cavalcavia un anno fa fu soccorsa una donna aggredita con le stesse modalità.

Giusi Fasano sul Corriere della Sera scrive:

“Un anno fa le torture e lo stupro della sbarra toccarono a una donna italiana di 46 anni. Aveva problemi di tossicodipendenza e la ricerca perenne della droga l’aveva portata sulla via della prostituzione. Una sera di marzo adescò un cliente vicino alla zona dell’università. «Era un uomo di mezza età che mi era sembrato gentile nei modi di fare. Ci siamo accordati e lui mi ha portato lì» raccontò lei stessa ai carabinieri dopo essere stata soccorsa. Anche lei era stata legata con il nastro adesivo da pacchi, anche lei era stata denudata, violentata e abbandonata sotto il cavalcavia alla periferia della città”.

La vittima sopravvissuta all’aggressione ha descritto l’uomo che l’ha avvicinata:

«”Era un po’ tarchiato, non molto alto, parlava italiano con accento fiorentino, era brizzolato e con pochi capelli» disse la donna. Che raccontò anche della sua richiesta iniziale: 30 euro, tariffa diventata poi più alta «perché lui chiese prestazioni non comuni». Quell’uomo «girava su un’auto furgonata» e «non ha detto niente durante lo stupro». Lei lo vide scappare via e capì che per salvarsi doveva urlare finché qualcuno non l’avesse sentita. La trovarono in fin di vita”.

Pasquale Checcacci, un residente della zona di 80 anni, racconta al Corriere della Sera:

” «qui se ne vedono di tutti i colori e gli altri ricordano un dettaglio, una di quelle ragazze salvate»”.

L’ultimo caso un mese fa:

“«Come le altre volte c’era una ragazza completamente nuda che all’improvviso si è messa a suonare il campanello disperatamente. Ci ha raccontato che si era appartata con una persona che poi l’aveva buttata giù dalla macchina, dopo aver gettato via i suoi vestiti. Li abbiamo cercati lì intorno al cavalcavia, e ne abbiamo trovato una parte. Abbiamo provato a convincerla a chiamare la polizia ma non volle saperne nulla. Ci ha soltanto chiesto solo se le potevamo prestare i soldi per compare il biglietto della corriera e se n’è andata»”.

Secondo le indagini dei carabinieri sono sei le donne aggredite prima di

“Sei donne arrivate a un passo dalla morte, tutte portate in quel posto alla fine del mondo. E tutte arrivate nude e terrorizzate sull’uscio di una casa sconosciuta a implorare aiuto. Tutte tranne la ragazza di ieri. E c’è un ulteriore dettaglio ad accomunare le sei vittime: il nastro adesivo usato per legarle. Sempre lo stesso, dell’azienda ospedaliera Careggi”.