Crocifissa nuda a Firenze, una vittima: “Stuprata con bastone, aveva tenaglie”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Maggio 2014 11:30 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2014 11:30
Crocifissa nuda a Firenze, una vittima: "Stuprata con bastone, aveva tenaglie"

(Foto LaPresse)

FIRENZE – “Mi ha fatta spogliare, poi mi ha legato col nastro adesivo e mi ha stuprata con un bastone e aveva delle tenaglie”. Martina, una delle donne aggredite tra Prato e Firenze con le stesse modalità di Andrea Cristina Zamfir, racconta i momenti di terrore vissuti un anno fa e le violenze. L’uomo che l’ha aggredita potrebbe essere il killer di Andrea Cristina e l’identikit è noto: tra i 50 e 60 anni, tarchiato, pochi capelli e italiano.

Martina, questo il nome della prostituta romena, racconta al Giornale:

“«È successo pure a me. Era italiano, alto, fra i 50 e i 60 anni, grasso, con pochi capelli. No, non ricordo tatuaggi o se­gni particolari. Però era notte, non c’era luce»”.

L’uomo la fece salire sull’auto chiara, continua a raccontare:

“«Non mi chiese prestazio­ni particolari- racconta- Mi dis­se che mi avrebbe portato a Fi­renze. Invece, a un certo punto svoltò, e si diresse verso Prato»”.

Il luogo non è il cavalcavia di via Ugnano, dove Andrea Cristina è stata trovata morta, ma comunque in una zona di campagna:

“«No, però era un campo – ricorda – una zona di campagna. Fino a quel momento era stato tranquillo. Appena sceso di macchina diventò una bestia. Io scappai, ma lui mi rincorse e mi raggiunse. A quel punto gli dissi: “Faccio quello che vuoi tu”. E lui: “Voglio vederti nuda”». Mar­tina si spogliò. «Nel portabaga­gli aveva un legno, dei cavi elet­trici, il nastro adesivo – conti­nua – Mi legò a un palo, con le braccia incrociate davanti al vi­so, in piedi. Poi si avvicinò da dietro, prese quel legno e…». Non finì lì. «A un certo punto ­continua – prese come delle te­naglie. Me le avvicinò al petto. Ero terrorizzata. Ebbi uno scat­to, gli tirai un calcio proprio lì. Per fortuna si fermò. Risalì in au­to. Andò via, lasciandomi lega­ta. Portò via i miei vestiti, la mia borsa, i soldi, il cellulare, tutto quello che avevo»”.

La donna riuscì a liberarsi dopo due ore e chiese aiuto ad una casa lì vicino.