Strauss Khan “sesso animalesco”: perde la faccia ma non i processi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Febbraio 2015 16:38 | Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2015 16:44
Dominique Strauss Khan perde la faccia ma non i processi

Dominique Strauss Khan perde la faccia ma non i processi

ROMA – Dominique Strauss-Kahn ha sicuramente perso la faccia (e la corsa all’Eliseo) ma con ogni probabilità non perderà i processi. L’ex direttore del Fmi, nonché favorito tra i socialisti per succedere a Sarkozy nella sfida elettorale del 2012, potrebbe presto uscire pulito dall’inchiesta per sfruttamento della prostituzione, così come è uscito prosciolto dall’accusa di stupro per la vicenda della cameriera di New York.

Per quanto riguarda la vicenda delle serate a luci rosse a Lille, DSK con ogni probabilità ha definitivamente vinto la sua battaglia giudiziaria: nessuno può dimostrare che usufruisse consapevolmente di un sistema di “sfruttamento della prostituzione” nelle sue serate. Il castello è crollato sul suo punto più debole, chiaramente emerso fin dalle udienze della settimana scorsa, quando Strauss Khan è comparso alla sbarra: la mancanza di prove che l’imputato fosse a conoscenza che le escort fornite da imprenditori, avvocati e politici interessati alla sua amicizia fossero “a pagamento”. Gli avvocati, a malincuore, hanno dovuto ammettere che l’ex candidato socialista all’Eliseo è protetto dall’insufficienza degli elementi giudiziari a suo carico, che non possono essere suffragati da prove concrete.

Per l’avvocato Maton, il “potente”, “corteggiato e presidenziabile” DSK “non paga, o lo fa raramente, ed è questo che lo salverà in questa vicenda”.    Gli avvocati di una delle associazioni contro la prostituzione, più due delle quattro prostitute che lo accusavano, hanno già da fatto dietrofront rinunciando all’azione civile. Le loro clienti, hanno annunciato i legali, chiedono un euro simbolico di danni e interessi se DSK verrà condannato. E questo – hanno dichiarato – anche “per mettere a tacere alcuni commentatori secondo i quali la motivazione delle presunte vittime era il denaro”.