Escort a Firenze, sms e intercettazioni: “Quando arriva la puledrona?”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Giugno 2013 15:50 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2015 14:04
Escort a Firenze, sms e intercettazioni: "Quando arriva la puledrona?"

Escort a Firenze, sms e intercettazioni: “Quando arriva la puledrona?”

FIRENZE – Un assessore e altri personaggi in vista di Firenze. Due albergatori e un orologiaio che, stando all’inchiesta, gestivano un giro di escort. E poi, appunto, le ragazze e la cosiddetta “ape regina”, la più desiderata, che aveva ottenuto un appartamento grazie all’assessore e alla coop da lui gestita. Il Giornale pubblica alcune brevissime intercettazioni, stralci di interrogatori, sms, che servono a ricostruire l’inchiesta di Firenze sul giro di prostituzione che ha coinvolto anche l’assessore renziano Massimo Mattei, dimessosi di recente per “motivi di salute”.

Marco Taddei, uno dei fratelli albergatori, il 21 giugno 2011 racconta di aver regalato a tal Ugo, per i 50 anni, «un biglietto con scritto “Vale un tromberò”, completo di indirizzo e numero di una certa Maria». Organizzando un festino, Taddei e Bellini filosofeggiano. Franco: «Bisogna divertirsi, tanto tra ducento anni non ci siamo più, vero ciccio?». Marco: «Franco, tanto i soldi meglio spesi lì che tanto so puttane uguale anche le altre». Nei messaggi la ragazza (tale Adriana, ndr) chiede al politico quando possono vedersi per fare «un po’ d’amore», mentre la telefonata, «i cui contenuti sono stati ritenuti utili alle indagini», è del tutto omissata.

Il 7 settembre, Barend Krausz è intercettato con un collega, l’agente Fifa Eugenio Ascari. I due«parlano di calcio»,poi l’argomento cambia, ma il linguaggio no. Barend: «Senti, arriva l’ala sinistra argentina in prova eh». Ascari: «Quando arriva questa puledrona?». B: «Eh settimana nuova».

Dettagli pruriginosi, in un’inchiesta dove il confine tra responsabilità penali e comportamenti, per quanto discutibili, leciti è sottilissimo. Tanto che, sempre come racconta il Giornale, gli elementi dell’accusa appaiono deboli:

Chiacchiere e particolari piccanti che finiscono nei faldoni dell’indagine del Pm Giuseppe Bianco. Non bastano a blindare la sua richiesta di arresto (per tutti i 14 indagati) e sequestri. Il gip, Antonio Banci, smonta buona parte del teorema. Dice no agli arresti, nega il sequestro preventivo dei due hotel coinvolti, concede solo il blocco del sito (già riaperto) e la sospensione per i due albergatori – Marco e Simone Taddei – dall’«attività d’impresa nel settore alberghiero». Il pm ha impugnato il rigetto del gip, il 6 agosto deciderà il Riesame.