Escort, Gianpaolo Tarantini condannato a 7 anni e 10 mesi

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Novembre 2015 16:11 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2015 17:57
Escort, Gianpaolo Tarantini condannato a 7 anni e 10 mesi

Escort, Gianpaolo Tarantini condannato a 7 anni e 10 mesi

BARI – Il Tribunale di Bari ha condannato a 7 anni e 10 mesi Gianpaolo Tarantini e a 16 mesi Sabina Began, “l’ape regina” delle feste organizzate dall’ex premier Silvio Berlusconi. I due sono tra i 7 imputati del processo Escort accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere e prostituzione.

Donne per poter arrivare a importanti affari. Questo il piano, secondo l’accusa, di Tarantini. Per stringere affari da 100 milioni di euro con la Protezione Civile e con Finmeccanica, per costruire un gasdotto tra l’Italia e l’Albania, ma anche per avere uno scranno da eurodeputato di Forza Italia, Gianpaolo Tarantini tra il 2008 e il 2009 corteggiò l’allora premier Silvio Berlusconi portando nelle sue residenze private 26 ragazze, molte delle quali escort, perché sapeva che il capo del governo aveva un debole per il gentil sesso. Il suo fine – ha detto il pm di Bari Eugenia Pontassuglia – era quello di far ‘innamorare’ Berlusconi delle donne della sua scuderia. Per questo cercava “ragazze da combattimento” del calibro di Barbara Guerra, ex concorrente de La Fattoria, e di Ioana Visan, le pagava e le offriva all’amico Silvio affinché si prostituissero.

Per Claudio Tarantini, fratello di Gianpaolo, è stata invece disposta l’assoluzione, come chiesto dall’accusa. Al pierre milanese Peter Faraone sono stati inflitti 2 anni e 6 mesi, a Massimiliano Verdoscia 3 anni e sei mesi. Assolti anche Francesca Lana e Letizia Filippi. Il Tribunale ha escluso la sussistenza del reato di associazione a delinquere.

L’accusa per Tarantini aveva chiesto 8 anni di reclusione. “Nell’agosto 2008, in Sardegna, si concretizza l’obiettivo di Gianpaolo Tarantini: entrare nel cerchio magico di Berlusconi sfruttando il suo lato debole”. Il pm Eugenia Pontassuglia ha iniziato così le conclusioni della sua requisitoria, il 19 ottobre scorso, nel processo Escort. Dopo aver analizzato tutti gli episodi di presunto reclutamento, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di 26 ragazze fra il settembre 2008 e l’aprile 2009, l’accusa ha descritto le condotte dei tre imputati che rispondono anche di associazione per delinquere, Gianpaolo Tarantini come promotore, Massimiliano Verdoscia e Peter Faraone come partecipi, “referenti operativi dell’organizzazione”.

Dopo l’estate 2008, il barese “Tarantini lascia al fratello Claudio la gestione delle società e si trasferisce a Roma – ha spiegato il pm – e in pochi mesi spende centinaia di migliaia di euro tra voli, soggiorni e gettoni alle ragazze. Investimento che spera di recuperare costruendo rapporti con Protezione Civile e Finmeccanica”. Progetto che frana dopo la perquisizione eseguita dalla Gdf su disposizione della magistratura barese.