Escort, Procura Bari: “Processare Berlusconi, pagò Tarantini per mentire”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Luglio 2014 17:37 | Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2014 17:37
Escort, Procura Bari: "Processare Berlusconi, pagò Tarantini per mentire"

Escort, Procura Bari: “Processare Berlusconi, pagò Tarantini per mentire”

BARI – Guai giudiziari per Silvio Berlusconi in arrivo anche dalla Puglia. La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente del consiglio che è accusato di induzione a mentire. Richiesta che arriva nello stesso giorno in cui, da Milano, la Procura chiede di confermare la condanna a 7 anni nei confronti di Berlusconi per la vicenda Ruby.

Per il tramite dell’imprenditore Valter Lavitola, secondo le accuse, Berlusconi avrebbe pagato l’imprenditore Gianpaolo Tarantini perché mentisse sulle escort portate nelle sue residenze estive tra il 2008 e il 2009.

L’udienza preliminare del processo a Berlusconi per le escort di Tarantini inizierà il prossimo 14 novembre dinanzi al gup del Tribunale di Bari Rosanna Depalo. Davanti ai pm baresi, Gianpaolo Tarantini ha sempre sostenuto che Berlusconi non sapeva che quelle donne fossero prostitute. Secondo i magistrati, invece, emerge dagli atti la consapevolezza dell’allora capo del governo che si trattasse di escort.

Le indagini della Procura, coordinate dal procuratore aggiunto Pasquale Drago, sono state avviate nell’ottobre 2011 sulla base degli atti inviati per competenza dal Tribunale di Napoli. L’arresto di Lavitola, ex direttore dell’Avanti, fu il primo atto di un’inchiesta durata ben due anni.

Nel corso degli accertamenti disposti dalla magistratura barese, Lavitola e Berlusconi sono stati interrogati (a maggio 2012 il primo, a maggio 2013 l’ex premier) e dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato sentito, su richiesta dei difensori, anche l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso.

Stando agli atti dell’inchiesta, basati soprattutto su intercettazioni telefoniche, Tarantini avrebbe tentato di entrare in affari con la Protezione civile utilizzando proprio le conoscenze dell’ex premier.