Facebook, la storia di Mark Zuckerberg & Co./ In “The Accidental Billionaires” Ben Mezrich racconta di ”sesso, denaro, genio e tradimento”. Se ne farà un film diretto da David Fincher

Pubblicato il 8 Luglio 2009 16:39 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2015 15:11

C’è un uomo che sta facendo tremare Facebook, il social network più famoso del mondo. Si chiama Ben Mezrich, 40 anni, da Boston, laurea ad Harvard e una decina di bestseller. Il suo libro, “The Accidental Billionaires”, 227 pagine in uscita il 14 luglio negli Usa per Doubleday, è un successo annunciato, scrive il New York Times.

Sottotitolo: “La nascita di Facebook: una storia di sesso, denaro, genio e tradimento”. Il libro è già pronto a diventare un film con Kevin Spacey e diretto dal David Fincher di “Fight Club” e “Benjamin Button”.

La storia dei ragazzini di Harvard, Mark Zuckerberg in testa, diventati miliardari con quel software che, all’inizio, serviva come collante della comunità studentesca, è stranota. Ma allora cos’è che sta facendo arrabbiare i Facebook boys? Basta sentire come Mezrich racconta la nascita del network a cui duecento milioni di persone nel mondo affidano i segreti più intimi e le immagini più care.

«Zuckerberg ed Eduardo Saverin, il suo amico, non erano abbastanza svelti per stanare le ragazze più carine del campus nella vita reale – ma nel mondo virtuale, beh, lì non c’era nulla in cui non potessero riuscire. Così cominciarono a coltivare l’idea di un sito che raccogliesse tutte le ragazze di Harvard. Usando le doti di hacker, Mark si infiltrò nel sistema dell’università e scaricò le foto di ammissione di tutte le ragazze. Eduardo lo aiutò a costruire un programma che tenesse in ordine le foto rubate: lo chiamarono FaceSmash, e non faceva altro che far comparire due foto di ragazze sullo schermo. Tu cliccavi su una delle immagini, e un complesso algoritmo cominciava a ordinarle in una classifica di attitudine sexy. Nel giro di due ore l’80 per cento della popolazione maschile della scuola aveva votato, mandando in tilt il sistema informatico di Harvard».

Ancora sesso. Volevano entrare nel Final Club, l’associazione più esclusiva. Per rubarne i segreti. Zuckerberg era arrivato perfino ad accovacciarsi sotto il divano di una studentessa per riversare sul web il suo incontro clandestino. Nulla li avrebbe fermati.

Del resto alla scuola superiore Mark era già finito in una lista dell’Fbi per essersi infiltrato in un sito governativo. Volevano sfuggire alla nomea di nerds, i ragazzi secchioni. E con i primi quattrini «vivevano una vita selvaggia e da re. Una volta si mangiarono un intero koala sullo yacht dell’amministratore delegato di Sun Microsystems».

Ovvio che i diretti interessati tendano a smosciare: «Ben Mezrich vuole passare alla letteratura come lo Jackie Collins di Silicon Valley», ha ironizzato con The Observer il portavoce di Facebook, Elliott Schrage. La questione è più complessa.

I libri di Mezrich sono pubblicati sotto la dizione non-fiction. Anche “Bringing Down The House”, il bestseller precedente, da cui Hollywood ha tratto il film “21”, era stato presentato come un reportage: la storia degli studenti del Massachusetts Institute of Technology (Mit) che sbancano i casinò di mezzo mondo grazie a un sofisticatissimo sistema matematico applicato al gioco. Ma il Boston Globe con una contro-inchiesta ha praticamente smontato tutto.

Forte delle classifiche e di Hollywood, Mezrich spiega che stavolta si è limitato a raccogliere il racconto di Eduardo, il compagno d’avventura di Mark. Il ragazzo ne ha di risentimento con Zuckerberg, che lo ha messo alla porta. C’è stata anche una causa, già chiusa, che ora riaprirà sulla scia delle “rivelazioni”.

Ma come mai in tutta la ricostruzione la voce mancante è proprio quella di Zuckerberg? Risposta: «C’era sempre qualcuno che diceva: Mark dovrebbe parlarti, Mark potrebbe chiarirti questo o quello, ma alla fine Mark ha deciso di no e ha fatto capire ai suoi collaboratori che era meglio tacessero». Così Mezrich si è messo a scrivere.  Quel che racconta potrebbe essere vero, potrebbe esserlo in parte, o potrebbe non esserlo affatto.  Ciò non toglie che il suo libro andrà a ruba.