Germania, lite sul sesso di Dio. Ministro per la Famiglia: “Sia neutro”

Pubblicato il 22 Dicembre 2012 15:55 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2015 13:34
La ministra tedesca della Famiglia, Kristina Schroeder (Foto Lapresse)

La ministra tedesca della Famiglia, Kristina Schroeder (Foto Lapresse)

BERLINO – Qual è il “sesso di Dio?” A chiederselo è il ministro tedesco per la Famiglia, Kristina Schröder, cristiano-democratica. Il ministro, in un’intervista al settimanale Die Zeit ha detto di trovarsi in imbarazzo con sua figlia di un anno e mezzo quando parla di Dio al maschile, come avviene nella lingua tedesca, e ha aggiunto che sarebbe meglio usare l’articolo “das”, con cui si precedono i nomi di genere neutro.

“Ciascuno – ha detto – dovrebbe decidere per conto proprio”. La riflessione è accompagnata da critiche al “sessismo” delle fiabe e della letteratura per bambini in cui “raramente si trovano figure positive di donne”.

Le parole della Schröder sono state accolte da molte proteste. Christine Haderthauer, ministro per gli Affari sociali della Baviera, le ha definite una “sciocchezza intellettualistica”. Un altro esponente cristiano-sociale, il parlamentare Stefan Müller, ha osservato che “Dio appare a noi come il Padre di Cristo e così dovrebbe rimanere”.

Secondo il teologo cattolico, padre Wilhelm Imkamp, l’idea di rendere neutro il Padreterno è “stupida, insolente e testimonianza di opportunismo”. Klaus-Peter Willsch, parlamentare della Cdu nell’Assia, lo stesso Land in cui Kristina Schröder sarà capolista nelle elezioni del prossimo autunno, ha provato invece a gettare acqua sul fuoco, suggerendo che “per chi cerca una figura di genere neutro, c’è Gesù Bambino”.

Kristina Schröder  ha opportunamente spiegato di essersi interrogata sul sesso di Dio per spiegarlo a sua figlia di che ha solo un anno e mezzo. Intanto, a darle man forte ci ha pensato anche un suo collaboratore che ha spiegato che Benedetto XVI “ha scritto che Dio non è né uomo né donna” aggiungendo che “i critici del ministro non dovrebbero essere più “papali” del Papa”. “Per chi crede in Dio l’articolo è indifferente”, ha invece infine risposto il portavoce della cancelliera Steffen Seibert.