India, dopo 42 anni di coma è morta Aruna Shanbaug, sodomizzata da un collega

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 18 Maggio 2015 17:01 | Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2015 17:07
Aruna Shanbaug

Aruna Shanbaug

ROMA – Dopo 42 anni di coma è morta Aruna Shanbaug, infermiera indiana di 67 anni stuprata e ridotta in fin di vita quando ne aveva 25. Non un semplice caso di cronaca, ma molto di più in un Paese in cui gli stupri sono all’ordine del giorno e spesso passano quasi inosservati, quando non finiscono con la morte della vittima.

Anche nel caso di Aruna all’inizio si tentò di far passare tutto sotto silenzio. La giovane infermiera venne sodomizzata e soffocata con una catena nell’ospedale in cui lavorava, il King Edward Memorial Hospital di Bombay. Il suo corpo venne ritrovato in un lago di sangue e il suo caso venne rubricato come un tentativo di rapina finito male.

Lo stupratore, Sohanlal Bhartha Walmiki, anche lui infermiere nello stesso ospedale, non venne mai accusato di violenza sessuale, ma solo di aggressione e furto, e ha scontato una pena di sette anni. Uscito dal carcere ha cambiato nome e sembra sia tornato a lavorare in ospedale, come se nulla fosse accaduto.

Ma il caso di Aruna suscitò anche un notevole dibattito sull’eutanasia. Nel 2011 la sua amica e giornalista Pinki Virani chiese alla Corte Suprema indiana di poter staccare la spina di Aruna, ma il Tribunale respinse il suo ricorso. Secondo i giudici Aruna “era accudita amorevolmente dalle colleghe infermiere del suo ospedale e che loro non volevano farla morire”. Secondo la stampa indiana, nessun altro paziente al mondo è stato per così tanti anni in stato comatoso.