Iran. Reyhaneh Jabbari uccide il suo stupratore: condannata a morte

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 settembre 2014 8:44 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2014 8:44
Iran. Reyhaneh Jabbari uccide il suo stupratore: condannata a morte

Iran. Reyhaneh Jabbari uccide il suo stupratore: condannata a morte

TEHERAN –  Reyhaneh Jabbari, 26 anni, è stata condannata a morte per aver ucciso l’uomo che tentava di stuprarla. Da vittima che ha agito per legittima difesa, all’epoca dei fatti aveva appena 19 anni, è stata giudicata colpevole di omicidio e il 30 settembre sarà impiccata vicino a Teheran. La madre della donna ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché l’esecuzione sia fermata, appello rilanciato anche dal sito Ihr, un’organizzazione per la difesa dei diritti umani in Iran.

La ragazza fu arrestata nel 2007 con l’accusa di omicidio per aver ucciso a coltellate Morteza Abdolali Sarbandi, un dipendente del Ministero dei servizi segreti iraniano. Ma invece di applicare la legittima difesa, la ragazza che aveva 19 anni fu costretta a confessare, senza la presenza di un legale, e al suo caso fu applicata la legge del taglione.

Nel 2009 la giovane è stata condannata a morte per impiccagione, nonostante diversi artisti italiani si siano uniti per trovare i fondi e pagare il ‘diyeh‘, il cosiddetto ‘prezzo del sangue’ che il condannato deve pagare alla famiglia della vittima se questa acconsente a commutare la pena capitale in detenzione.

Proprio in aprile era sembrato che il figlio del funzionario ucciso fosse disposto ad accettare il diyeh se la ragazza rivelasse il nome di un secondo uomo, che sarebbe stato nell’appartamento al momento dell’uccisione del padre. Poi però la condanna a morte è stata confermata e fissata per il 30 settembre.