Isis, il racconto choc di tre ragazze: “Ci violentavano cinque volte al giorno…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 luglio 2015 20:26 | Ultimo aggiornamento: 18 luglio 2015 20:26
(foto Ansa)

(foto Ansa)

ROMA – “La vita delle spose dei jihadisti è un inferno” dicono, in lacrime, Bushra, 21 anni, Munira, 17, e Noor, 22, giovani yazidi rapite dai miliziani dell’Isis. Rapite e violentate, prima di riuscire a fuggire.

Un racconto spaventoso che le ragazze hanno reso pubblico davanti a un gruppo di studenti di Londra: la Amar, la fondazione che si occupa di aiutare le persone vittime di un conflitto.

Racconta Noor, la più grande: “Ricordo la cernita delle ragazze: le sceglievano e le portavano via. C’era chi urlava, chi piangeva, chi vomitava. Io sono diventata la schiava sessuale di uno jihadista che aveva l’abitudine di spegnere le sigarette sulle spalle, sullo stomaco e sulle gambe. Dopo quella tortura non riuscivo nemmeno a parlare, tanto era il dolore. Sentivo il mio corpo come intorpidito, la mia mente era costantemente rivolta a mia madre. Poi un giorno ho pensato che dovevo fuggire. Volevo solo mettere fine a quella tortura: se mi avessero presa e uccisa voleva dire che doveva andare così. Poi, mentre progettavo la fuga, la porta si è aperta: sono entrate sei guardie e mi hanno violentata”.

Bushra ha tentato di uccidersi dopo essere stata rapita. Preferiva la morte alle sporche mani di un jihadista pronta a farla diventare una schiava sessuale: “Il giorno stesso che sono stata acquistata mi sono ferita volontariamente e l’uomo che mi aveva comprato mi ha dovuto portare in ospedale: l’avevo fatto perché mi aveva detto che mi avrebbe violentata immediatamente. Ma la mia sofferenza è stata solo rimandata: una volta a casa mi ha legato mani e piedi e mi ha stuprata. Ero distrutta, sentivo le urla della mia sorellina di appena 14 anni che veniva abusata sessualmente a poca distanza, ma non riuscivo a muovermi. Da allora sono stata stuprata cinque volte al giorno”.

Munira racconta di esser stata violentata quando aveva quindici anni: “Siamo state tenute in prigionia in una stanza con una piccola finestra: continuavano a ripeterci che eravamo schiave sessuali. Ho visto violentare bambine di 6 anni come donne adulte. Stavo male, ero devastata, versavo in uno stato fisico e mentale terribile. Mi ha violentata ogni giorno per un periodo che mi è sembrato un’eternità. A causa degli stupri continui ho iniziato a sanguinare, ero in agonia. Piangevo tutti i giorni, mi mancavano la famiglia e le mie sorelline”.